Domenica, 21 Luglio 2019 17:16

“Deep Web” : Presentato al #Giffoni2019 il progetto per difendersi dalle insidie

Il progetto “Deep Web” è stato presentato in anteprima assoluta per la 49esima edizione di Giffoni Film Festival di fronte a centinaia di ragazzi della giuria +16 che hanno invaso la Sala Truffaut per assistere alla proiezione di due video speciali: lo spot dal titolo “Basta scivolare una volta” e il cortometraggio “Ad un passo”. Il progetto è stato realizzato da Orientare, associazione culturale di Cagliari e dall’Impresa Sociale Nuovi Scenari di Nuoro, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Dipartimento per le Politiche Antidroga nell’ambito dell’avviso pubblico “Prevenzione e contrasto al disagio giovanile”.

Basta scivolare una volta” è il titolo dello spot diretto da Giuseppe Novellino che ha come protagonista Marco. Il giovane è davanti al suo pc e appare chiaramente combattuto. Sta per accedere in qualcosa che sembra non dia la possibilità di tornare indietro. Altri ragazzi, con i loro computer e smartphone decidono di cliccare, per accedere in questo mondo oscuro, rimanendo così intrappolati nei loro dispositivi.

Il corto dal titolo “Ad un passo” , diretto da Francesco Petrone, ha suscitato suspense ed emozione nei volti dei giffoners: il protagonista è Leo, un giovane di 17 anni appassionato di violino, desidera fortemente uno smartphone di ultima generazione che ha prezzi davvero proibitivi. Per procurarsi il denaro decide di vendere il violino, ma nonostante ciò i soldi non gli bastano, ed è così che trova la soluzione entrando nel vortice del deep web.

Il deep web, ovvero il web profondo, è un luogo virtuale dove è possibile compiere qualsiasi azione in maniera del tutto anonima. Si tratta di una parte di internet non indicizzata dai motori di ricerca tradizionali, in cui ci sono regole diverse rispetto al classico web. Infatti, in questa sezione oscura di internet agiscono non solo i curiosi ma soprattutto i truffatori, gli hacker professionisti e criminali pronti a raggirare gli utenti inesperti, duplicando le identità digitali o rubando dati bancari e informazioni sensibili.  

In tal senso gli obiettivi del progetto sono quelli di educare i più giovani, e non solo, a un uso corretto e responsabile del web, imparare ad evitare i rischi che ogni giorno si nascondono dietro quello che può sembrare un semplice click.  

A salire sul palco della Sala Truffaut sono stati Pino D’Antonio di Orientare e Alessandro D’Ambrosio, presidente di Impresa Sociale Nuovi scenari, accompagnati dagli studenti e dai docenti delle quattro scuole che hanno lavorato insieme per realizzare i due video: il liceo artistico e musicale “Foiso Fois” di Cagliari, il liceo scientifico statale “G. Spano” di Sassari, l'istituto tecnico S. Satta di Nuoro e l’istituto Tecnico Lorenzo Mossa di Oristano.

Si tratta di un progetto in cui al centro ci sono i ragazzi, i giovani della vostra età. Da una parte la grande opportunità che il mondo della rete ci offre – ha spiegato D’Antonio - dall’altra le numerose insidie. Il senso del nostro lavoro era proprio quello di lanciare il messaggio che oggi è sempre più attuale, ovvero la rete va gestita in maniera consapevole, appartiene ormai alla nostra vita quotidiana ma bisogna essere a conoscenza dei rischi che essa nasconde, senza demonizzare quello che è internet. Il soggetto del corto è stato scritto dai nostri ragazzi e poi con la troupe di Giffoni abbiamo potuto realizzare questo video e penso che solo grazie a queste collaborazioni sia possibile concretizzare progetti di questo tipo, le scuole sono il luogo più adatto per lanciare questi messaggi positivi ai ragazzi di tutt’Italia”.

D’Ambrosio ha, invece, sottolineato la necessità di diffondere tutte le informazioni necessarie per navigare in maniera sicura su internet annunciando il seguito che avrà il cortometraggio dopo l’anteprima di Giffoni. “Dopo la presentazione tenutasi quest’oggi, il cortometraggio sarà diffuso, oltre che attraverso i social network più famosi, in tutte le sale cinematografiche della Sardegna, con l’intento di parlare a chiunque, non solo ai più giovani”.

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