Domenica, 21 Luglio 2019 16:03

La Guardia di Finanza incontra i masterclassers di Giffoni, il Generale Pomponi: “Qui esempio virtuoso di utilizzo di risorse pubbliche”

Emozioni all’Antica Ramiera anche per la storia di Emanuele Schifani, figlio di Vito morto a Capaci

Quando la definizione “servitori dello Stato” esce dal cliché e recupera la sua radice più vera, la cifra più autentica e si fa storie in carne ed ossa, cuore pulsante di donne e uomini che, attraverso un viatico di rinunce e sacrifici, indirizzano le proprie giornate verso la tutela del bene comune, la tutela della vita umana, il miglioramento del nostro Paese. Emozioni intense nel corso della Masterclass Connect all’Antica Ramiera che ha visto come protagonista il Generale Viriglio PomponiComandante Regionale della Guardia di Finanza della Campania. Con lui una carrellata, ricca e completa, di testimoni, di chi ha scelto le Fiamme Gialle come missione di vita e di chi ha vissuto storie uniche proprio all’interno della Guardia di Finanza.

Ad introdurre la discussione, costruttiva e partecipata, il direttore Claudio Gubitosi. “In questa masterclass – dichiara – ci sono persone che scelgono di stare a Giffoni con una grossa motivazione, perché qui trovano qualcosa di speciale. In questi giorni possiamo metterci in relazione con il nostro Stato, con il nostro Paese. Insieme abbiamo modo di capire quali sono gli organi dello Stato e di cosa si occupano. In questo caso incontriamo la Guardia di Finanza che si occupa di chi mette in difficoltà il nostro Paese, a tutela degli onesti. Sono persone che hanno un forte impegno, una missione, e a volte arrivano fino al punto di sacrificare la propria vita per il bene di ciascuno di noi”.

Entra immediatamente in modalità Giffoni il Generale Pomponi: “Abbiamo avvertito da subito – afferma – una sintonia con questo luogo, con il direttore, con lo spirito di questo evento. E anche noi, come i ragazzi, siamo venuti qui per scoprire qualcosa. Vogliamo interagire con i giurati, è per noi un’occasione molto importante”.

Il Generale Pomponi inizia un esaustivo viaggio nel passato, ripercorre la storia del Corpo, ne elenca caratteristiche, compiti, articolazioni territoriali, divisioni per competenza ed aree di intervento: “La cosa su cui vi chiedo di puntare la vostra attenzione, però – dice rivolgendosi ai masterclassers – sono i nostri valori”. Valori a cui la Guardia di Finanza si ispira sin dal 1774 anno della sua fondazione come Corpo speciale che si occupava di presidiare i confini del Regno e, ancora, i passaggi storici dell’Unità d’Italia fino al 1923 quando nasce la polizia tributaria e investigativa che molto si avvicina, per compiti e caratteristiche, all’attuale assetto della Guardia di Finanza. Che ancora rappresenta un unicum a livello internazionale. Lo spiega bene il Generale: “Abbiamo un compito di tutela del bilancio militare – dice – all’interno di una organizzazione che resta militare. Il nostro è uno speciale corpo di polizia con compiti investigativi che dipende dal Ministero delle Finanze ed è organizzato secondo un assetto militare tanto che abbiamo compiti di difesa e di ordine pubblico. Siamo una polizia economica e finanziaria ma a forte vocazione sociale, così come felicemente ci definisce il nostro Comandante generale”. 

Attualmente la Guardia di Finanza ha un organico di 56mila uomini e per il 2019 è chiamata a dare esecuzione ed operatività a 48 piani operativi definiti dal Ministro delle Finanze. Il Generale Pomponi si sofferma su alcuni campi di intervento specifici, partendo dai controlli sugli appalti e sull’utilizzo di fondi pubblici: “Giffoni – tiene a rimarcare al riguardo – è un esempio virtuoso di utilizzo di risorse pubbliche. Non sempre è così e questo è uno dei temi che affrontiamo”. Poi la lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione: “Oggi – dichiara – ci troviamo di fronte ad una criminalità organizzata che non arretra, ma che cambia pelle perché va ad inserirsi direttamente nel tessuto economico e nella gestione aziendale o, peggio, nell’apparato amministrativo, infiltrandosi direttamente nelle amministrazioni. Ecco perché oggi carpirne la presenza non è facile”.

Toccante la testimonianza del tenente Emanuele Schifanifiglio di Vito Schifani, componente della scorta di Giovanni Falcone, morto a 27 anni nella strage di Capaci, simbolo delle vittime di mafia, servitore dello Stato vero. Un esempio che rivive nelle scelte del figlio Emanuele, che in quel terribile 1992 aveva solo pochi mesi. Oggi il tenente Schifani guida i baschi verdi di Napoli, il reparto anti-terrorismo – pronto intervento di Napoli ed è in procinto di trasferirsi a L’Aquila presso la Scuola Sovrintendenti e Ispettori: “Papà era un poliziotto – racconta ai ragazzi della Connect – io porto una divisa diversa perché crescendo ho capito che aveva ragione chi diceva che bisogna seguire i soldi per stanare i mafiosi, anche all’estero. Rendendomi conte di questo ho deciso di seguire le orme di papà, ma ho fatto per certi versi un po’ di testa mia e ho deciso di arruolarmi nella Guardia di Finanza. C’è una motivazione che nasce dal mio passato ma anche dal mio presente perché a Napoli mi sono immerso in una realtà davvero difficile e complessa. Ringrazio gli uomini che ho comandato in questi anni. Oggi i baschi verdi sono una vera e propria famiglia per me. Ci trovate in strada a prevenire quelli che sono i fenomeni illeciti che possono minare il corretto svolgimento delle attività economiche, ma anche per tutelare la sicurezza. Ad Ischia, per il terremoto, siamo stati i primi ad arrivare. Nella lotta alle ingiustizie e alla criminalità, non devono essere solo le istituzioni a lavorare per il contrasto. Si tratta di una battaglia che abbiamo vinto in passato, certo con un tragico epilogo. Dobbiamo, perciò, sapere che ogni singola azione nostra può essere utile perché ognuno di noi è lo Stato. Per avere uno Stato che funzioni dobbiamo funzionare prima noi nel nostro piccolo. Si può sempre fare qualcosa. Non sentiamoci persi. Io ci credo, ora tocca a voi”.

A seguire, il risvolto “avventuroso” del corpo. Quello che mette insieme il controllo del mare con l’attività aerea. Ne parla ai masterclassers Stefano Bastoni, comandante del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli. “Il mio reparto – spiega – rappresenta il corpo in quella tradizionale origine di guardie confinarie da cui deriviamo. L’Italia ha tantissimi chilometri di costa. Abbiamo, perciò, un’importante presenza regionale a presidio della linea di costa ed una componente in grado di affrontare operazioni di polizia più articolate. È una componente importante che si integra perfettamente con il corpo. Siamo un’unica essenza e siamo vicini al cittadino”. 

Guardia di Finanza è anche Soccorso Alpino. Lo spiega ai ragazzi presenti il maresciallo Lorenzo Gagliardi che guida la Stazione Sagf di Roccaraso. È stato il primo ad arrivare sul posto della tragedia di Rigopiano, il resort abruzzese travolto da una valanga nel gennaio del 2017. Il primo ad arrivare perché, insieme ad altri undici uomini, scelse di recarsi sul posto con gli sci piuttosto che attendere lo sgombero della strada: “Abbiamo 26 stazioni su tutto il territorio nazionale e contiamo 350 unità con 50 unità cinofile. La nostra mission è la salvaguardia della vita umana”. E l’emozione fa capolino sul suo volto quando parla dell’esperienza di Rigopiano: “Arrivati davanti al resort – dice – ci siamo trovati di fronte ad una scena molto toccante e che non dimenticherò mai. L’albergo era totalmente crollato e tutto ricoperto da neve e da alberi. Siamo andati nel parcheggio che ospitava gli unici due superstiti. Ci hanno detto che all’interno c’erano ventinove persone. Abbiamo capito che bisognava cercarli e fare presto. Aver trovato i bambini in vita è stata la gioia più grande. Perché è stato come trovare figli nostri. Un’emozione indescrivibile”.

E poi le emozioni dell’agonismo, dello sport, le sfide più avvincenti del gruppo Polisportivo delle Fiamme Gialle, quello che consente di portare nel mondo le eccellenze dello sport italiane. Testimoni a Giffoni sono state i marescialli Antonietta De Martino, salernitana, tra i volti scelti per il murale delle Universiadi appena concluse in Campania, e Rosaria Console, ancora oggi in attività e che sogna di partecipare alle Olimpiadi dell’anno prossimo.

Emozioni anche per le loro gesta sportive, i primati nazionali, le medaglie. Ma anche le rinunce, i sacrifici, gli infortuni. “Ho fatto atletica leggera – racconta Antonietta De Martino – e ho avuto un grande supporto delle Fiamme Gialle. Avevo mille sogni: costruirmi una famiglia e salire sul tetto del mondo e ce l’ho fatta grazie alla Fiamme Gialle. Far parte di questa famiglia è stata un grande supporto. Fino a quel 2.02 nel salto in alto con cui ho strappato il primato italiano a Sara Simeoni. È stato un trampolino per me. Volevo migliorarmi ed è stata un’opportunità. Mi sentivo serena per il supporto che ho avuto dalle Fiamme Gialle”. “Dietro le nostre vittorie ci sono tanti sacrifici e rinunce – conferma il maresciallo Console – Indossare quella maglia è stata ed è un’esperienza bellissima. Adesso il mio obiettivo è quello delle Olimpiadi 2020. La nostra una sfida continua e tutto questo rende avvincente quest’esperienza”. E la presenza delle due atlete offre al vicesindaco di Giffoni, Antonio Andria, la possibilità di ricordare la figura dell’atleta Pasquale Giannattasio, primatista giffonese delle Fiamme Gialle, con diversi ori al suo attivo. 

Scambio di omaggi per chiudere la bella mattinata. Al generale Pomponi la Riggiola d’Arte Giffoni 2019. Al direttore Claudio Gubitosi, al presidente di Giffoni Experience, Pietro Rinaldi, ed al sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, il simbolo della Guardia di Finanza. “Un giorno da ricordare”, chiosa il direttore Gubitosi. “Abbiamo scritto una pagina di storia di Giffoni”, aggiunge il primo cittadino. 

Il finale è di sicuro rappresentato dall’intervento del giovane Nico Tricomi: “Il vostro lavoro è meritorio. Ma oggi c’è uno strappo da ricucire tra i giovani e la divisa. C’è una diffidenza di fondo. Io prometto di parlare delle vostre storie ogniqualvolta sentirò qualche mio coetaneo che mette in cattiva luce il vostro operato. Come fare a ricucire questo strappo?”. Per il generale Pomponi non ci sono dubbi: si può iniziare da Giffoni: “Tutto quello che succede qui migliora il mondo. E allora basta anche un sorriso quando ci incontrate per iniziare a cambiare l’approccio con noi. Perché noi siamo al servizio dei cittadini e vogliamo il bene dei cittadini”.

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Categoria: News Giffoni Experience
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