Martedì, 18 Agosto 2020 17:44

Giuseppe Carrieri presenta il corto “Mezzanotte”: “Giffoni investimento sul futuro”

Giffoni è un investimento sul futuro. Insegna a guardare oltre i propri confini. Il Festival è una rivoluzione copernicana, è una molla perché stimola il coraggio ed incentiva a credere in se stessi. Questo è l’effetto che ha avuto su di me quando sono stato giurato. Oggi essere qui da protagonista e confrontarmi con i ragazzi, è qualcosa di straordinario”: non nasconde l’emozione e il legame fortissimo con Giffoni il regista e sceneggiatore Giuseppe Carrieri, che apre le proiezioni della prima giornata del festival riservate ai giurati +18 con il cortometraggio “Mezzanotte”, prodotto dall’Istituto Scolastico Ferraris di Napoli, progetto finanziato dal Mibact e dal Miur.

Sullo sfondo una periferia che va oltre i clichè. “Mezzanotte” racconta una Scampia che “non è solo il male”. Una storia di riscatto, registrata in dialetto originale campano, con un finale aperto, dedicato a chi scappa da Napoli, a chi va via, perchè non riesce ad affermarsi nel Mezzogiorno. Sullo sfondo due adolescenti, diversi tra di loro, tra assenza di dialogo e una gravidanza inaspettata. “Giffoni compie 50 anni, è meraviglioso vedere voi giurati con gli sguardi affamati”, esordisce il regista, accompagnato da tutto il cast di giovanissimi attori. Attrezzature semplici per le riprese del film “nato attraverso gli occhi dei ragazzi” come evidenzia Carrieri.

Per me Giffoni è una grande casa perché sono stato giurato tanti anni fa - svela l’autore 35enne originario di Napoli - ritornare qui mi rende felice sia per il progetto anomalo, ovvero un cortometraggio girato con la classe di un istituto tecnico superiore, sia perché permette a me, non come regista, ma come persona, di affrontare la sfida più difficile, che è raccontare luoghi complicati attraverso il tema della meraviglia, della speranza: concetti che non appartengono alla periferia, legata all’abbandono. Significa per me ritornare a quando ero giurato, studente di quarto liceo, e cercavo di capire cosa fare nella mia vita. Giffoni permette di sentirsi importanti, di interagire, di incontrare amici, creare legami, essere catapultati in una realtà straordinaria. Rivedo voi in platea, forse un giorno qualcuno ci farà sognare attraverso i suoi film”.

Il cinema diventa così strumento di educazione per i ragazzi, come sottolinea il dirigente scolastico Saverio Petitti: “Questa storia apre un nuovo punto di vista sul mondo rispetto. Apre la periferia di Scampia e Napoli attraverso immagini meravigliose”. “Il linguaggio audiovisivo può essere un’opportunità di crescita e di narrazione di sé. Molte scene sono state girate di notte, non è semplice per una scuola organizzare tutto questo, speriamo di avervi trasmesso l’impegno e la passione”, aggiunge la professoressa Sabrina Innocenti, ideatrice e promotrice dell’associazione “Ècole Cinéma”. Una scommessa anche la distribuzione che ha voluto puntare sullo short movie promuovendolo attraverso i festival. In sala, colpisce il dialogo schietto tra giurati ed attori loro coetanei: la paura iniziale di registrare in quei luoghi, di notte, fino alle 5 di mattina, per imparare a conoscere la parte “bella, buona” di Scampia, per chiudere con l’invito a tutti: “Nessun pregiudizio”.

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