Film Giffoni Edizione 2021

THE SHORT HISTORY OF THE LONG ROAD

Category: Generator +16

Per l'adolescente Nola, la sua casa è la strada aperta. Il suo indipendente padre è la sua ancora in una vita di transitorietà. La coppia attraversa gli Stati Uniti in un camper restaurato con cura, facendo quadrare i conti con lavoretti e godendosi la propria indipendenza. In seguito ad uno scioccante avvenimento, però, Nola si ritrova da sola. E mentre si dirige ad Albuquerque, nel New Mexico, alla ricerca di una madre che non ha mai conosciuto, il suo camper si rompe inaspettatamente. Ma dopo aver stretto un legame con il proprietario di una carrozzeria, Nola intuisce la possibilità di ormeggiare la sua nave in questa tempesta.

Titolo Originale The Short History of the Long Road
Categoria In concorso
Sezione Generator +16
Tipologia Lungometraggio
Anno di Produzione 2020
Durata 94'
Nazionalità USA
Regia di Ani Simon-Kennedy
Sceneggiatura Ani Simon-Kennedy
Fotografia Cailin Yatsko
Montaggio Ron Dulin
Scenografia Scott Christopher Clark
Costumi Maria Bentfield
Trucco Laramie Cooley
Musiche Morgan Kibby
Interpreti principali Sabrina Carpenter
Steven Ogg
Maggie Siff
Jashaun St. John
Danny Trejo
Rusty Schwimmer
Jean Effron
Esodie Geiger
Bob Jesser
Prodotto da Brian Barnow, Darren Dean, Bettina Kadoorie, Kishori Rajan, Ani Simon-Kennedy, Dominique Telson, Cailin Yatsko
Produzione FilmRise (Stati Uniti)

AKennedy 1hAni Simon-Kennedy

Ani Simon-Kennedy è cresciuta a Parigi e oggi vive a New York. Regista di lungometraggi, documentari e spot pubblicitari. Ha collaborato con il direttore della fotografia Cailin Yatsko su storie di impegno sociale per la produzione Bicephaly Pictures. Il suo primo lungometraggio, DAYS OF GRAY, un film di fantascienza senza dialoghi e con una originale colonna sonora live del gruppo islandese Hjaltalin, è stato presentato nei migliori festival di tutto il mondo. Ani ha diretto campagne pubblicitarie pluripremiate per Colgate, Smirnoff, Intel, Glamour, The New Yorker e Vice. Il suo lavoro ha ricevuto il sostegno del Sundance Institute, del Tribeca Film Institute, dell'IFP, di Film Independent, di Chanel e di AT&T. Il suo secondo lungometraggio narrativo, THE SHORT HISTORY OF THE LONG ROAD è stato presentato in anteprima al Tribeca Film Festival.

Dichiarazione regista
“THE SHORT HISTORY OF THE LONG ROAD è ambientato all'interno della micro cultura americana del vivere in camper: persone che hanno scelto di trascorrere la loro vita fuori dagli schemi e il viaggio come stile di vita permanente. La storia del film affonda le radici in una storia di amore e perdita, ma soprattutto, il film descrive la ricerca condotta da una giovane donna silenziosamente eroica. Mentre si rimette in cammino con scarse risorse, il suo viaggio fisico attraverso più stati crea il motore letterale del film: una ragazza, in lutto per la morte improvvisa di suo padre, con il quale era in viaggio dalla nascita, entra nell'età adulta. Per il padre di Nola, vivere in camper era un simbolo di liberazione e una reliquia dei suoi giorni spensierati.
Per Nola, invece, è semplicemente l'unica casa che abbia mai conosciuto. [...] A livello visivo, io e il mio direttore della fotografia Cailin Yatsko siamo stati incredibilmente ispirati dal lavoro di Justine Kurland, in particolare dalla sua serie di fotografie che ritraggono la vita sulla strada con il figlio. Il “vandwelling”, la vita in camper, è una sottocultura che negli Stati Uniti sta prosperando in maniera davvero notevole.
L'hashtag #vanlife è stato utilizzato oltre 2 milioni di volte sulla piattaforma da quando è apparso per la prima volta nel 2011. Ho passato gli ultimi due anni a intervistare vandweller di tutte le età e background e il fascino di questo stile di vita è innegabilmente enorme: una libertà che a volte è difficile e terrificante ma è anche infinitamente vasta.
Come regista, credo che sia mio dovere raccontare storie con verità ed empatia. Viviamo in un'epoca divisiva ed è importante far luce sulle voci che si celano nell'ombra.
THE SHORT HISTORY OF THE LONG ROAD descrive la forza della resilienza, specialmente quando segue la più devastante delle perdite, in un’area con pochissime risorse. Sebbene la storia di Nola sia ambientata all'interno di una sottocultura unica, credo che la sua storia sia universale. Se siamo fortunati o attenti, tutti noi sperimentiamo un momento della nostra vita in cui ci rendiamo conto che la nostra educazione ci ha plasmato in modo profondo.
Gil Scott-Heron ha detto: "L’unico modo per conoscere te stesso è attraverso le espressioni sui volti delle altre persone, perché è l'unica cosa che puoi vedere". Spero che questo film ispiri il pubblico a prendere la strada meno battuta, ad aprire il loro sguardo agli altri e magari anche a considerare se la vita che hanno scelto è davvero quella che vogliono per se stessi».

Produzione
festival contact
FilmRise (Stati Uniti)
www.filmrise.com

Distribuzione internazionale
Electric Entertainment (Stati Uniti)
www.electricentertainment.com