Film Giffoni Edizione 2021

GABI – BETWEEN AGES 8 AND 13

Category: Gex Doc

“Alcuni dicono che voglio essere un ragazzo, ma non è così, voglio essere solo Gabi”. Potrebbe sembrare un desiderio semplice, ma non lo è. Gabi si sente diversa. Alla schietta Gabi di 8 anni la cosa non ha mai creato problemi. Ma quando la famiglia si trasferisce in una piccola città e la pubertà si avvicina, le cose iniziano a cambiare. Nel corso di 5 anni vediamo Gabi crescere davanti ai nostri occhi, sfidare i preconcetti di genere e le norme sociali e rivendicare il diritto di essere chi si è.

Titolo Originale Gabi, mellan åren 8 till 13
Categoria In concorso
Sezione GEx Doc
Tipologia Documentario, Lungometraggio
Anno di Produzione 2021
Durata 77'
Nazionalità Norvegia, Svezia
Regia di Engeli Broberg
Sceneggiatura Engeli Broberg
Fotografia Tommy Olsson
Montaggio Kalle Lindberg, Engeli Broberg
Musiche Sofia Hallgren, Kjetil Schjander Luhr
Prodotto da Anna J Ljungmark, Jacob Eklund
Produzione House of Real (Danimarca)

Engeli BrobergEngeli Broberg

Regista e sceneggiatrice svedese, Engeli ha studiato alla Scuola Internazionale di Teatro di Jacques Lecoq a Parigi. Ha iniziato la sua carriera creativa come ballerina e attrice. Dopo gli studi a Parigi, ha frequentato la scuola di cinema in Svezia dove si è innamorata dei documentari. Ha diretto sia cortometraggi che web-series e si interessa di temi come la solitudine, l'esclusione e l'identità. Nel suo film HAPPY END esplora questi temi seguendo gli ospiti delle case di riposo nordiche. In THE LAST DANCE esplora temi simili attraverso il punto di vista di un gruppo di ballerini in pensione che si identificano esclusivamente con la loro precedente professione. Infine, in GABI, attraverso la prospettiva di un bambino che rifiuta di essere etichettato. Proveniente da una famiglia di ballerini, Engeli ha un occhio acuto per il movimento e i suoi film sulla danza sono stati proiettati in festival in Europa e negli Stati Uniti. Engeli crede che i momenti che precedono il dialogo siano più forti e molto più eloquenti di qualsiasi discorso. Pertanto il silenzio, le reazioni e il linguaggio del corpo sono sempre importanti nella sua narrazione.

Dichiarazione della regista
“La prima volta che ho incontrato Gabi e sua madre è stato nel novembre 2014 in un bar di Stoccolma. Non avevo idea di che aspetto avesse Gabi, ma non appena ha varcato la soglia ho capito subito che era Gabi. 8 anni, vivacità, determinazione, un cappello nero tirato giù, capelli arruffati, felpa di Darth Vader e un orologio di Spiderman. Parlare con Gabi mi ha riportato a quando ero bambina, perché aveva gli stessi pensieri e si poneva le stesse domande che avevo io alla sua età: cos'è una ragazza e cos'è un ragazzo? E devo davvero rientrare in una di queste caselle? Essendo io stessa lesbica, mi identifico con i sentimenti di Gabi, con il suo sentirsi diversa dagli altri bambini, al di fuori delle norme sociali. So quanto possa essere spaventoso riconoscere questa differenza e la conseguente paura di non essere accettata. Comprendo ciò che Gabi sta attraversando e l'urgenza di raccontare questa storia. La maggior parte delle società sono costruite sulla premessa che ci sono due tipi di esseri umani, donne e uomini. Essere definiti dal nostro corpo influenza la nostra personalità, il modo in cui ci comportiamo e la nostra posizione nella società. Le persone che agiscono al di fuori di questo schema di pensiero, di questa norma, sono considerate diverse. Un esempio è Gabi. Va contro le nozioni preconcette di come una ragazza dovrebbe “essere” e questo la porta ad avere il bisogno costante di difendere se stessa e il suo comportamento. Queste nozioni danneggiano lei e tutti gli altri bambini che non si adattano. I bambini che si identificano come non binari sono spesso liquidati dagli adulti come troppo piccoli per capire, o come se stessero attraversando una fase “dalla quale crescendo usciranno”. L’inizio della pubertà per questi bambini è il momento in cui il loro corpo comincia a cambiare e spesso non nel modo da loro desiderato. E questo può condurre a situazioni di disagio o persino alla depressione. Gli studi dimostrano che più della metà dei giovani trans o dei giovani non binari ha tentato il suicidio almeno una volta prima di compiere 20 anni. È quindi urgente iniziare a mettere in discussione il modo in cui interpretiamo il genere; che iniziamo a mettere in discussione la norma secondo la quale stiamo vivendo. Voglio un mondo che, finora inutilmente e dolorosamente limitato, si apra ai colori. Un mondo in cui il genere sia per tutti un’eperienza da vivere con gioia.”

Produzione
festival contact
House of Real
www.houseofreal.net