PAOLO CALABRESI

22 LUGLIO

Biografia

Nasce a Roma il 17 giugno 1964. A Roma frequenta il Liceo Classico e la facoltà di Legge.

“Come molti attori ho una memoria molto sviluppata, ma di tutti gli esami che ho dato a giurisprudenza non ricordo neanche una riga. Un motivo ci sarà”.

Nel 1990 si diploma alla scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Strehler. In teatro lavora con i più grandi registi italiani come Strehler, Ronconi, Castri e Missiroli. Dal 1991 a oggi partecipa a circa cinquanta spettacoli teatrali, anche di rilievo internazionale come Arlecchino servitore di due padroni del Piccolo Teatro di Milano (1991-1997), Sogno di una notte di mezza estate del Teatro di Dusseldorf (Festival di Berlino 1998), Questa sera si recita a soggetto al Burgtheater di Vienna (2000). Nel 1995 viene diretto da Roger Young nel film tv Moses, con Ben Kingsley. Nel 1999, ha un piccolo ruolo ne Il talento di Mr. Ripley (1999) di Anthony Minghella. Ruoli più consistenti lo aspettano ne Il furto del tesoro (2000) di Alberto Sironi, nella serie Maigret (2004), e nel film tv Don Bosco (2004). Nelle tre serie del telefilm cult Boris (2007-2009), veste i panni del mitico elettricista Augusto Biascica.

“A Biascica voglio bene come a un fratello. È una creatura fragilissima rinchiusa nel corpo di un energumeno”

Nel 2007 è diretto da Roberto Faenza ne I Viceré (2007) e da Davide Marengo in Notturno Bus. Recita accanto a Sergio Castellitto in Tris di donne e abiti nuziali (2009) di Vincenzo Terracciano. In parallelo al lavoro di attore per il Cinema e la Tv, svolge l’anomala attività di trasformista. Nel 2000 si finge Nicolas Cage per entrare a vedere una partita di calcio e da quel giorno inizia la sua storia televisiva nel segno dei travestimenti e delle incursioni. Tra il 2001 e il 2008 impersona circa 30 personaggi diversi, tutti realmente esistenti, in situazioni reali e all’insaputa di tutti. Memorabili le sue trasformazioni in John Turturro al David di Donatello del 2001 e in Marilyn Manson al Galà della Pubblicità di Canale5. Da queste performances personali nasce nel 2008 su La7 la trasmissione Italian Job, di cui è ideatore, autore e interprete. Sulla scia di questo programma, dal 2009 nasce la sua collaborazione con Le Iene.

“I miei falsi sono la parte più intima del mio essere attore: gioco contro la paura e l’imprevedibile, con un solo ciak a disposizione. Nel falso cerco la verità”

Nel 2010 ritorna in teatro con lo spettacolo Dona Flor e i suoi due mariti, liberamente tratto dal romanzo omonimo di Jorge Amado, con Caterina Murino e Pietro Sermonti. Nel 2010 è in Boris – il film di Ciarrapico-Torre-Vendruscolo. Nel 2011 gira Diaz – don’t clean up this blood di Daniele Vicari. Sempre nel 2011 è uno dei protagonisti della serie Distretto di Polizia su canale 5 e delle due serie de Il Restauratore su Rai 1. Nel 2012 alterna la sua attività tra il piccolo schermo (L’ultimo Papa Re regia di L. Manfredi, Benvenuti a tavola regia di Lucio Pellegrini e Il commissario regia di Graziano Diana) e il grande schermo (Una famiglia perfetta di Paolo Genovese). Nel 2013 lo ritroviamo a teatro con il musical The Full Monty al Teatro Sistina e nel 2014 insieme a Lella Costa in Nuda Proprietà di Lidia Ravera.

“Ogni anno almeno due-tre mesi devo passarli in Teatro, come quei miliardari alcolizzati che vanno a svernare nelle spa per ripulirsi il sangue”

Nel 2014 è al cinema in ben quattro film: Tutta colpa di Freud di Paolo Genovese, Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, Un Natale stupefacente di Volfango De Biasi, Ti ricordi di me? di Rolando Ravello. In Tv è protagonista per due stagioni della serie Zio Gianni su Rai2 (2014-2015) e torna a teatro con Nudi e crudi di Alan Bennet per la regia di Serena Sinigaglia accanto a Maria Amelia Monti. Nel 2016 è chiamato da Giuseppe Tornatore per il ruolo di Ottavio nel film La Corrispondenza, e sempre nel 2016, è protagonista della commedia Se mi lasci non vale accanto a Vincenzo Salemme.

“Sospettavo che Tornatore fosse un grande, ma ne ho avuto conferma quando mi ha detto di avermi scelto dopo avermi visto nel film Natale Stupefacente

Nel 2017 torna a vestire i panni dell'archeologo Arturo Frantini nella saga di Smetto quando voglio. Nello stesso anno è uno dei protagonisti de La linea verticale di Mattia Torre per la Rai e della serie Immaturi per canale 5. Nel 2018 è in Teatro con lo spettacolo Qui e Ora scritto e diretto da Mattia Torre. Nel 2019 è al cinema con Bentornato Presidentediretto da Stasi e Fontana, e con la bellissima commedia di Laura Chiossone Genitori quasi perfetti.Per Netflix è uno dei protagonisti della serie di successo Baby. Nel marzo 2021 è il maestro Leonildo su Rai1 nel film La bambina che non voleva cantare diretto da Costanza Quatriglio. È sposato e padre di quattro figli.