Domenica, 01 Agosto 2021 12:34

“Siamo fragili, ma possiamo capire chi siamo e cosa vogliamo diventare. Daje Giffoni”: Noemi incanta #Giffoni50Plus

La notte magica del gran finale di Giffoni Music Concept e gli auguri a Gaetano Curreri

È una notte magica a Giffoni. Le emozioni si sprigionano e attraversano la platea, difficili anche da descrivere: i sorrisi, la commozione, gli occhi lucidi che sporgono dalle mascherine, gli sguardi complici dei giffoner, che di lì a poco saranno costretti a salutarsi dopo aver condiviso il sogno di #Giffoni50Plus. Sala Sordi ancora una volta si illumina con le luci degli smartphone per il gran finale del Giffoni Music Concept, che segna ufficialmente la chiusura di #Giffoni50Plus: un’edizione straordinaria, contrassegnata dal grido di felicità tramutatosi, nei giorni, in un desiderio di libertà. La voglia di sentirsi liberi e veri, sinceri, di lasciarsi ispirare a trovare il coraggio di esprimere se stessi, il proprio talento e la propria unicità, con lo sguardo proiettato al futuro. Ad incantare la platea, la voce inconfondibile e viscerale di Noemi, protagonista indiscussa dei music talk, con la conduzione di Nicolò De Diviitis.

 Raggiante, luminosa, fa il suo ingresso in scena. La sua risata è contagiosa. Il suo “Daje Giffoni” carica di energia la platea, che ancora una volta canta in coro a cappella i ritornelli di alcuni dei suoi più grandi successi. “Grazie per avermi invitato. È un piacere essere qua. Siete bellissimi”, dice ai ragazzi a cui, di pomeriggio, nel corso della Masterclass IMPACT! aveva lanciato l’invito a “fare musica, ad essere reali”. “Siete pazzeschi – urla ai giffoner – Sono davvero felice, si realizza un sogno, perché oltre alla musica amo il cinema – continua Noemi, laureata con lode in Critica Cinematografica e Televisiva, prima dell’esordio nel mondo della musica nel 2009 con la partecipazione ad xFactor – Giffoni ha sempre rappresentato per noi teenagers la possibilità di mettere un pochino un piede in un mondo che sembra a volte così lontano. E grazie a voi perché siete un pubblico davvero figo”. 

Un’artista e polistrumentista in grado di misurarsi con il pop, soul, R’n’B e blues: si concentra nel suo racconto anche sul crossover, passando dal brano Metaformosi, che dà il nome al suo “Metamorfosi Summer Tour” in trio acustico con cui è attualmente in giro per l’Italia, a capolavori evergreen del grande jazz internazionale come “A natural woman”, cantata dalle voci black più belle ed iconiche della musica mondiale di sempre, a partire da Aretha Franklin

E, prendendo spunto dal disco, si sofferma sul concetto di trasformazione, di metamorfosi appunto, in risposta all’urgenza di “ritrovare se stessi, anche se è difficile, perché bisogna tagliare qualche filo a volte e fare gesti che non tutti capiranno, ma essenziale per il proprio processo di rivoluzione”. Un disco autobiografico, in cui il pop incontra l’underground in modo contemporaneo e credibile: “Forse mi sono persa per cercare te – scrive Noemi nel testo - Taglio il filo che mi lega a te, il tempo non mi fa paura. Dall’altra parte c’è una luna nuova”. Racconta la fortuna di aver fatto “duetti bellissimi, come Briciole con il featuring di Fiorella Mannoia”. E dal palco di #Giffoni50Plus esprime la sua gratitudine e i suoi auguri ad un artista straordinario, Gaetano Curreri, dopo la notizia del suo malore: “Insieme a Vasco, Gaetano Curreri mi ha regalato una canzone meravigliosa, Vuoto a Perdere. Lui è un punto di riferimento, non solo artistico, ma soprattutto umano. È proprio una persona cara, per cui questa canzone stasera ha ancora più forza. Quando fai questo lavoro, alcuni colleghi sono amici, e io vorrei mandare un bacio a Gaetano, a lui mi lega un rapporto umano forte, gli voglio bene”. 

E ancora L’Amore si odia, in un exursus in cui le parole dei brani diventano ispirazione, messaggio per i giffoners, a cui però Noemi dedica Glicine, la canzone portata a Sanremo, certificata disco di platino: “Il glicine ha radici profonde e fiori delicatissimi  - spiega Noemi – la stessa contraddizione rivive nell’essere umano: Acquisiamo skills, si dice così no – e sorride -  consapevolezze, ma quando viviamo siamo come i fiori del glicine, fragili, perché siamo sempre a contatto con il punto di vista dell’altro, con il giudizio degli altri, ma possiamo aggiustare il tiro per capire chi siamo e cosa vogliamo diventare”. Non poteva mancare in chiusura il nuovo singolo, hit dell’estate 2021, in featuring con Carl Brave, Makumba, con tutti i giffoners a cantare a cappella: nessuno strumento, ma solo le voci dei ragazzi, a salutare un festival entusiasmante, nel ritorno in presenza di circa 3mila giurati. “C’è una canzoncina che gira – scherza – È una canzone diversa, con Carlo abbiamo un amico in comune, era un po' che volevo lavorare con lui, per me è un cantautore del nuovo pop italiano, aveva questo pezzo e ci abbiamo lavorato”. Una carica di positività e bellezza, che in apertura ha visto, a distanza di due anni, il ritorno al Giffoni Music Concept dei The Viito, tra ironia, musica e un pizzico di follia e creatività, istrionici e geniali: “Quanto ci mancava tornare da voi. È un’emozione stupenda poter calcare il palco dopo un anno e mezzo di stop”. Per Giffoni anche una dedica speciale, attraverso le parole della canzone Lisbona “E vorrei dirti troppe cose ancora, svegliarti presto, partire per Lisbona. Fuori contesto, fuori stagione. Due matti insieme senza una ragione. Cuori naufraghi in una marea di troppe cose da fare”.

“Sono tante le cose che vorremmo dirvi – concludono - Speriamo di poterlo fare il prossimo anno, tornando qui a cantare per voi e per tutto il pubblico, in piazza Lumière. Mancano i live e il contatto con le persone”.

Leggi anche