Sabato, 31 Luglio 2021 19:19

Fare musica, essere reali: Noemi a #Giffoni50Plus

«Finalmente qua»: Noemi saluta la Impact come fosse un concerto, nel mezzo del tour “Metamorfosi” provando una nuova normalità dopo i mesi passati tra emergenza e attesa. Con un senso di naturalezza, sorride complice, come a casa, ripercorrendo l’ultimo difficile periodo: «Sanremo è stato bello, c’è stata una ripartenza e l’abbiamo percepita, come la punta dell’iceberg». Appena fuori con Makumba, collaborazione con Carl Brave, la descrive parlando dell’importanza di aprirsi: «è una canzone diversa, con Carlo abbiamo un amico in comune, era un po' che volevo lavorare con lui, per me è un cantautore del nuovo pop italiano, aveva questo pezzo e ci abbiamo lavorato. Quando fai questo lavoro, alcuni colleghi sono amici, e io vorrei mandare un bacio a Gaetano Curreri, che ha avuto un malore. Lui mi ha regalato un pezzo meraviglioso insieme a Vasco, con lui ho un rapporto umano forte, gli voglio bene».  Quando i ragazzi aprono il dibattito, la musica diventa base per esplorare altri mondi, tra autostima e valori: «Il rapporto col corpo è fondamentale, i filtri sulle immagini, il body-shaming. Abbiamo bisogno di libertà, io credo sia bella questa inclusività, e invece ora c’è questo vibe sotterraneo che vuole la normalità di un corpo, così com’è, è una resistenza contro la perfezione, tutto questo amore per le cose perfette è nato dieci anni fa, ora in Norvegia bisogna dichiarare se hai usato photoshop, secondo me ci sta». Il tono si fa confidenziale, si parla di solitudine e gioia, di pop e arte: «Credo che oggi ci sia spazio per tutti, per i nuovi artisti che in questo momento storico fanno cose differenti, a me piace molto Blanco. È importante vendere ma non dev’essere l’unico fine, facendo cose che non c’entrano niente per te. Certo, dare un orecchio a vedere le cose che girano, se ti interessano, quello ha senso, certo la discografia non lo farà. Credo sia una cosa naturale. Quando ho pensato di fare questo disco, ho provato una nuova vena d’oro creativa, senza perdere contatto con me stessa». Sul rapporto con il proprio io, con la paura di sopravvivere rispetto a vivere: «La mia forma di coraggio è di essere sincera con me e con chi e mi ascolta, per tagliare il filo che mi lega, nel cambiamento, avendo un dialogo interiore, rimanere a fuoco con il proprio percorso. Poi ti freni con gli altri e con quello che vogliono da te, per dire che questa sono io, voglio fare questo e mi vado a prendere le cose, tu non ti devi preoccupare, devi stare sulla tua strada». 

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