Sabato, 20 Luglio 2019 17:36

“Essere a Giffoni è una fortuna di cui forse non siete consapevoli”: il regista Ciro D’Emilio commuove i masterclassers Cult

"Non avete piena consapevolezza della vostra fortuna, della bellezza di essere a Giffoni: la condivisione delle vostre diversità vi rende degli esseri speciali". Così Ciro D’Emilio, protagonista della prima Masterclass Cult del pomeriggio, ha salutato i tantissimi ragazzi accorsi alla visione di Un giorno all’improvviso, la sua toccante opera prima. Il lungometraggio ritrae l’esordio alla vita adulta di un diciassette attraverso la perdita della figura materna come bussola essenziale, come vero centro di gravità. 

"Antonio, il giovane protagonista, è il classico bravo ragazzo: lavora, non ha vizi, dedica tutte le sue energie all’allenamento e si arrabbia per la poca stabilità emotiva di una madre mai cresciuta", ha chiarito l’esordiente cineasta campano. "Attraverso la sua saggezza e la tenace lungimiranza delle sue quotidiane azioni - ha aggiunto riferendosi ancora al protagonista del suo film - tenta di sottrarre se stesso e la figura genitoriale dai dolori del presente. Un oggi su cui, ironicamente, svetta costantemente il solo occhio di un’assistente sociale pronta a decidere del futuro del ragazzo". 

Un film potente, la cui intensità emotiva emerge sin dalla prima scena: "Lo spettatore è indotto a vestire i panni scomodi di entrambi i protagonisti. Le vicende di Antonio e Miriam hanno la stessa dignitosa sofferenza della vita ordinaria a cui siamo tutti piegati e a tratti rassegnati Ciò nonostante, oltre i dispiaceri, rimane la consapevolezza che ci possa essere spazio sempre per il sogno anche all’interno della pena", ha proseguito D’Emilio.

A rendere ancora più corale l’opera prima del regista è l’assenza di banalizzazioni e semplicismi: "Sin dalla prima battuta ho rifiutato l’idea di un’opera cinematografica che rendeva centrali dinamiche psicologiche spicciole. Al centro, viceversa, ho voluto consciamente porre due esseri umani che desiderano essere solo fedeli al proprio io. Potrebbe apparire scontato, ma solo questo principio mi ha convinto che il film in conclusione potesse apparire verosimile e perciò piacevole", ha concluso il regista. 

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