
Terza giornata del Sacile Film Festival. Gli studenti e gli insegnanti del "progetto cinema" sono impegnati in un reportagedell'evento con testi, video, foto e interviste. Abbiamo raccolto la testimonianza di uno dei docenti del progetto, la professoressa Patrizia Bolzonello. Di seguito riportiamo il testo relativo alla sua esperienza in questo festival.
LA MEGLIO GIOVENTU'
Apatici, demotivati, omologati, questi ed altri ancora gli aggettivi con i quali definiamo i nostri giovani. Eppure, fra stupore e compiacimento, durante le giornate di questo Festival per ragazzi, vediamo in azione seicento ragazzi affatto diversi. Alunni di scuole superiori, del Pujati e del Marchesini di Sacile e i ragazzi di Salerno, nostri ospiti, che assistono alle proiezioni di film; scandiscono, con silenzi, battiti di mani, esclamazioni, la narrazione di storie che raccontano e descrivono situazioni “vissute sulla pelle”.
E allora sì, che i nostri ragazzi si sentono interpellati e dicono, discutono, argomentano con interventi che animano un lungo dibattito. Manlio Castagna e Gianvincenzo Nastasi, con la loro conduzione “passionale e professionale”, fungono da catalizzatori potenti, capaci di ascoltare, senza giudicare, di suscitare e far emergere quello spirito critico che in tante situazioni i nostri giovani sembrano non possedere. Ma al centro ci sono i ragazzi. In questi giorni e non solo, in questi mesi, durante la preparazione dell’evento, ho visto emergere tutta la loro “voglia di esserci, di partecipare al mondo”.
La conferma, ancora una volta, e spesso capita durante il mio lavoro di docente, che la responsabilità fa crescere, l’ascolto e il confronto fanno crescere, la gioia e la voglia di stare in mezzo a loro, di fare “con” e non solo “per” loro, li aiuta, ma aiuta anche noi adulti a guardare con fiducia al futuro, a credere che insieme potremmo davvero costruire un mondo migliore.
prof.ssa Patrizia Bolzonello
I.S.I.S. - G.A. Pujati












