Lunedì, 30 Ottobre 2017 12:02

Giffoni incanta Washington, il direttore Claudio Gubitosi insignito del Luminaries Awards 2017

Due giorni per raccontare storia e prospettive future del Giffoni Experience: studenti, docenti e ricercatori presenti alla GW October Conference hanno accolto con grande entusiasmo e attenzione il “case history” illustrato, il 26 e il 27 ottobre, nelle prestigiose aule della George Washington University. Promotori dell’iniziativa sono stati il direttore del LISA Lab dell’Università degli Studi di Salerno, Roberto Parente, e il docente di management all'ateneo americano e direttore del network International Council for Small Business, Ayman El Tarabishy. I due hanno sviluppato un progetto di ricerca internazionale focalizzato sul Gff, raccontandone il cambiamento attraverso una logica imprenditoriale. A confrontarsi con il pubblico americano, spiegando come l’idea Giffoni sia nata, cresciuta ed evoluta in quasi 50 anni sono stati il direttore del Gex, Claudio Gubitosi e il Ceo di Giffoni Innovation Hub, Luca Tesauro.

“Ho vissuto una pagina emozionante della mia vita - afferma Gubitosi - il mio primo intervento, introdotto dal professore Parente, è durato più di 60 minuti. Al termine si sono susseguite domande e curiosità dei tantissimi docenti di università estere presenti in sala. Con il professore El Tarabishy, invece, abbiamo registrato un programma tv di approfondimento, presto disponibile in rete sulla piattaforma dell’ateneo americano”.

In un gala party la George Washington University ha insignito il direttore del Giffoni Experience del premio “Luminaries Awards 2017 per Social Entrepreneurship in Practice”, gli altri due riconoscimenti sono stati assegnati al dottor Young Sup Joo, Ministro della Corea del Sud per le medie imprese e al professor George Solomon, importante ricercatore e docente di Management. Come spiega lo stesso El Tarabishy l’onorificenza è “destinata a chi ha compiuto opere favolose nel mondo, in questo Giffoni rispecchia un vero miracolo italiano”.

Tanto interesse anche per Giffoni Innovation Hub, a rivolgersi alla platea questa volta è stato il suo CEO Luca Tesauro, spiegando i successi raggiunti in pochi anni e il futuro nel contesto delle nuove missioni del Gex. Supportato da slide e con un ritmo comunicativo coinvolgente, Tesauro ha trasferito con amore, passione ed energia il cuore del nuovo dipartimento per l'innovazione.

“Abbiamo avuto l’occasione di condividere con colleghi di tutto il mondo quella che è l’anima di Giffoni - aggiunge il professore Parente - oggi abbiamo decine di appassionati in più, l’obiettivo è quello che sempre più ricercatori si avvicinino a questo caso di studio da cui apprendere i segreti del successo”.

Il direttore Gubitosi e Luca Tesauro sono stati, inoltre, ricevuti all’Ambasciata d’Italia dal Primo Segretario e capo degli Affari Culturali, Dott.ssa Giulia Prati, e dall’Addetto Culturale, Dott. Renato Miracco. “L'auspicio - conclude Gubitosi -  è che si possa pensare per il 2018 ad un Giffoni Washington”.

 

Intervento di Claudio Gubitosi alla G.W. October Conference George Washington University

"Signori e Signore partecipanti,

grazie a tutti voi per l’opportunità che mi donate oggi di conoscervi e di presentare, in questa prestigiosissima Università la storia ed il futuro di un’idea nata in una periferia del sud Italia.

La mia storia personale e quella di Giffoni Experience sono intrecciate e unite da un vincolo indissolubile. Una storia, come avrete avuto modo di ascoltare nella presentazione dei professori Roberto Parente e Ayman El Tarabishy, che ringrazio per l’affetto e la sensibilità dimostrata, che non nasce da certezze creative o sentimentali, ne dall’agio di un luogo fertile, con tutte le potenzialità di supporto ad un progetto.

Chi vi parla è stato un emerito sconosciuto, un diciottenne improvvisato ed audace, cresciuto fuori da qualsiasi contesto, humus culturale e ancora di piu fuori da qualsiasi sistema, logiche della creatività e dell’impresa. Tutto era totalmente assente, o meglio, inesistente. Chi vi parla, a circa 50 anni dalla nascita di Giffoni Experience, non si veste degli allori del successo ma vive ancora oggi con passione e piacere gli stimoli del futuro. Ciò non significa che non sia consapevole della speciale rivoluzione messa in atto nel dolce, quieto ed ordinato sistema culturale Italiano nel quale, all’epoca, solo pochi erano titolati a fare e dove la periferia di un piccolo paese del sud Italia non era solo geografica ma, appunto, presuntuosamente culturale.

Vorrei iniziare questo mio intervento citando un film che all’età di 18 anni mi segnò moltissimo: “Il ragazzo selvaggio” di Francois Truffaut (1969). Tratto dalla memoria di un medico parigino, il film racconta di un ragazzo che viene scoperto nei boschi e vive allo stato brado, semi animalesco. Viene affidato ad un medico con l’obiettivo di civilizzarlo. Nel villaggio circolavano strane voci su una bestia misteriosa che si aggirava nella foresta. Non potevo certo immaginare che, quando mi venne l’dea del festival nel 1970, solo qualche anno dopo, cioè nel 1982, Francois Truffaut, uno dei padri del cinema mondiale, il piu sensibile ed acuto nel raccontare l’infanzia, venisse a Giffoni per tre giorni. Un uomo, un artista, un talento unico, che aveva sempre rifiutato il glamour e le luci del palcoscenico. La storia di Victor, il ragazzo selvaggio, è una sorta di icona al contrario della mia vita. Nato in una “foresta con tante paludi” ho espresso al meglio, negli anni, l’ostinazione, la condivisione con la natura e il luogo che mi circondava, i valori selvaggi non contaminati da un’ipocrita civiltà ne dall’eco delle rivoluzioni del 1968, che non erano mai arrivate nella mia valle.

In tutti questi anni ho capito anche quanto l’azione di Giffoni fosse stata devastante nei principi che governavano la realizzazione di eventi anche e non solo cinematografici.

Ho osato fare ciò che era impossibile. Ho pensato ai mondi diversi viaggiando, senza mai muovermi nei primi anni da Giffoni. Ho costruito tutto ciò che non c’era, ho dimostrato la potenza devastante che da un periferia del mondo si può essere locali e globali insieme anzi, dando dignità, carattere e contenuti al concetto di globale. Non sono stato quindi civilizzato come Victor e continuo ad essere un selvaggio, ma piu moderato. Resto un organizzatore dell’evento e non sono piu visto come una bestia che si aggira nei boschi della cultura Italiana e mondiale.

Adesso suscito interesse ed ammirazione, dopo un lunghissimo periodo di critiche e derisioni. Ritorna ancora una volta il mio carattere selvaggio che mi ha dato la forza, come uno scudo, di combattere battaglie senza spargimenti di sangue, fino a convincere gli altri della bontà, della validità e dell’importanza dell’esperienza di Giffoni. Amare il proprio paese, viverlo, andare via per ritornare sempre, certamente sono stati motivi di forte legame con una realtà che pian piano suscitava curiosità, poi attenzione ed infine amore ed attrazione.Mi perdonerete se citando sempre “il ragazzo selvaggio”, esagero dicendo che mi ritrovo io ad aver “civilizzato e modernizzato” operatori, organizzatori, ed eventi culturali sulla spinta del successo di Giffoni. Fondamentale è stata la rete che ho creato con i miei finanziatori pubblici, il Governo Regionale e il Governo Nazionale che hanno osato investire e creduto nelle potenzialità del progetto Giffoni.

E così Giffoni diventa esempio di buone pratiche per tanti eventi in Italia e nel Mondo. Nei miei programmi cerco sempre di iniettare negli schemi tecnici, matematici, creativi e razionali, elementi in piu che vengono subito riconosciuti da chi è chiamato a partecipare. Sono pochi: amore, passione, desiderio, fedeltà, verità, trasparenza, contenuti condivisi per vivere insieme, per stimolare sogni, viaggi e prospettive.

I professori Roberto Parente e Ayman El Tarabishy, hanno fatto il possibile per catturare l’origine della materia, pur partendo da un big bang che ha una data precisa: 20 novembre 1970. Ogni tanto pensavo di attirarli in un buco nero, ma finalmente abbiamo potuto insieme ammirare quello che oggi è la galassia Giffoni. Da un piccolo punto ad una costellazione di eventi che partono sempre dalla mia Regione, la Campania, per espandersi come un virus positivo in Italia e nel Mondo influenzando generazioni e nuovi modelli gestionali. Un’attrazione magnetica che ha sconvolto il territorio: strade, borghi, ambiente, natura; tutti in cooperazione con l’idea. Opere strutturali imponenti come: la cittadella del cinema e adesso la Giffoni Multimedia Valley, una struttura all’avanguardia in tutta l’Italia meridionale. Ci sono voluti 32 anni per queste due importantissime opere. Ho sempre creduto nella loro realizzazione e non mi sono mai stancato di aspettare.

Per me è divertente prendere atto che dopo centinaia di tesi di laurea e uno studio approfondito che commissionai ad un famoso antropologo italiano, nonostante le 600 pagine, non si è stati in grado di fare emergere il: “Perché Giffoni?”, “perché proprio io?”

Forse è bello rimanere nel mistero. Alla fine a cosa servirà trovare qualche altro spunto di riflessione che certamente non potrà mai dare una risposta definitiva? Giffoni c’è, esiste, cresce, si sviluppa, sogna, vola, produce, distribuisce. Guardo con attenzione agli eventi culturali sia in Italia che all’estero. In molti trovo una disarmante ritualità ed una incapacità di leggere o di collegarsi alle realtà o alle società sempre piu fluttuanti ed agitate. Da anni le nuove tecnologie hanno permesso di realizzare progetti creativi impossibili. Cambia il gusto del pubblico che muta ed esige nuovi stimoli.

Molti festival vivono del passato o degli spazi conquistati, senza ambire ad altro ed oltre. Io sono stato lucido ed attento a guardare e seguire con attenzione il mio pubblico, i ragazzi, le generazioni in crescita a studiarli, capirli e dare loro l’opportunità di potersi incontrare, conoscersi fare rete. Il cinema di Giffoni è diverso per questo. I film sono reali, a volte duri, complessi.

Una selezione accurata che pone al centro l’infanzia e la gioventù con la bellezza ed i tormenti. Pone interrogativi, cerca di dare risposte, produce dubbi che dovranno essere sciolti nel tempo dagli stessi protagonisti. Come detto al centro di tutto ci sono i ragazzi che con le loro storie hanno fatto e fanno la storia di Giffoni. Ragazzi diversi di tutti i continenti che trovano in Giffoni l’amico fidato, il luogo dove esprimere al meglio le proprie passioni, sviluppare le proprie sensibilità.

Anche i grandi talenti mondiali, premi Oscar e premi Nobel, i rappresentanti delle piu importanti istituzioni, arrivano volentieri a Giffoni per esserci, per partecipare, per ascoltare, per trasferire ai ragazzi valori e suggerimenti. Ma anche per respirare ed immergersi in un atmosfera unica, carica, ricca e stracolma di energie che porteranno dentro la loro vita per sempre. Un paese che diventa la piazza del mondo quando si aspetta un anno con trepidazione di poter far parte della famiglia di Giffoni. Sono i GIFFONERS, come amano definirsi, i millennials che hanno voglia di esprimersi, di sapere, di conoscere e di avere fiducia in un futuro migliore per tutti.

È strabiliante come in un’era di caos totale tra immagini, comunicazione, notizie, stimoli diversi, Giffoni metta ordine e fa dire a tutti, ovunque nel mondo, “IO SONO GIFFONI”. Un timbro, un marchio indelebile e uno stile di vita. Aspettano Giffoni per quei 15 giorni l’anno, e siamo ben consapevoli che ritornando a casa sentono un vuoto dentro la propria vita.

A Giffoni spesso conoscono se stessi, tirano fuori la propria personalità, migliorano la comunicazione ed il problem solving ed individuano la responsabilità della leadership. Vivere con i ragazzi e per i ragazzi ha significato per Giffoni, dedicare la propria esistenza a queste generazioni. Durante tutto l’anno, condividiamo anche attraverso i social tante attività ed iniziative. Affrontiamo campagne sociali per migliorare la loro vita, farli uscire da incubi e devianze, o viaggi e percorsi sbagliati. Informiamo, non formiamo, sollecitando a riflettere che la vita è bella, va vissuta con rispetto ed orgoglio. La loro vita ed il loro benessere è centrale nella nostra missione e visione. La loro e quella delle rispettive famiglie. Tutto questo non poteva più definirsi festival. E senza paura e contro ogni regola del marketing cancello nel 2009 dal brand la parola FESTIVAL, per sostituirla con quella che ritenevo piu adatta: EXPERIENCE, concetto piu che filosofico, adottato poi da tantissimi altri soggetti pubblici e privati in Europa e nel mondo. E adesso le strade sono tante, in salita e non per questo difficoltose.

Innovazione, produzione, ulteriore sviluppo del territorio e del marketing aziendale, rapporto fisico e costante con tutte le strutture scolastiche Italiane, università comprese e per i prossimi tre anni Giffoni è soggetto privilegiato per l’insegnamento del cinema nelle scuole. Tanti altri progetti si aprono all’orizzonte e ci avviamo a passo spedito verso una nuova era. È già l’ora ed il tempo di GIFFONI OPPORTUNITY.

Un nuovo team organizzativo, che si affianca all’esistente, è pronto a gestire il presente ed il futuro. La grande macchina della creatività e del sapere occuperà nel 2020 non meno di 300 giovani. Siamo una bella storia Italiana di periferia che ha saputo creare dal nulla un’impresa amata e conosciuta ovunque.

Carissimi Amici ed Amiche, grazie per l’attenzione che mi avete offerto. Se questo esempio può servire a far crescere negli studenti universitari la voglia di fare, di osare, di guardare oltre, di determinare con un’idea il proprio futuro e quello di altri, non posso che essere orgoglioso e felice.

Tre parole hanno sempre distinto la mia vita: Si può fare. Si deve fare. Perché no".

Last modified on Lunedì, 30 Ottobre 2017 16:36

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