Martedì, 19 Settembre 2017 13:28

Giffoni Voyager: 150 giurati “per tessere relazioni critiche e attraversare frontiere”

Educare viaggiatori di lungo corso, “ladri” di conoscenze da immagazzinare ed elaborare una volta tornati a casa. Giffoni Voyager non è solo l’occasione di entrare in contatto con festival e rassegne internazionali dedicati al mondo del cinema e delle nuove tecnologie, è il modo in cui Giffoni Experience vuole formare - durante tutto l’anno - i suoi ragazzi. Più di 150 giurati hanno partecipato alla due giorni di colloqui per la selezione di 100 giffoners chiamati a rappresentare, in eventi esteri, la curiosità e la perspicacia giovanile simbolo del Gff. Requisito fondamentale richiesto ai candidati - a parte la padronanza di almeno una lingua straniera - è stato l’aver ospitato giurati italiani o stranieri durante l’ultima edizione del Festival.

“Grazie a Giffoni sono stato già in Macedonia nel 2016 – ha raccontato Mattia Carusone, 18 anni – la bellezza di iniziative come queste è che ti portano a scoprire posti non scontati, luoghi che nessuno di noi visiterebbe altrimenti. Puoi confrontarti con coetanei provenienti da ogni angolo del mondo, scopri nuove culture e modi di vivere. È sicuramente un forte arricchimento per noi ragazzi”.

I giovani - scelti dai responsabili dell’Ufficio Giurie che hanno esaminato, una ad una, le candidature attraverso una breve conversazione in lingua inglese - potranno partecipare a rassegne internazionali in programma tra settembre 2017 e agosto 2018. Tra le destinazioni confermate: Skopje (Macedonia), New Delhi (India), Gjion (Spagna), Doha (Qatar), Pyrgos Ilia Peloponnese (Grecia), Londra (Gran Bretagna), Sousse (Tunisia), Baarn (Olanda), Guise (Francia), Kraljevica (Croazia), Novi Sad e Belgrado (Serbia), Karlovac (Croazia), Sisak (Croazia), Tbilisi (Georgia) e Tirana (Albania). Mentre si stanno chiudendo gli ultimi accordi anche per nuovi itinerari, tra questi: Lund (Svezia), Rio de Janeiro (Brasile) e Varsavia (Polonia).

“Mi piacerebbe molto scoprire l’India, la Serbia o la Tunisia – ha commentato Carmen Cardamone, 19 anni – è un’opportunità per diventare collezionisti di voci, suoni, colori. Un modo per lasciarsi folgorare da presagi, tessere relazioni critiche e attraversare frontiere”.

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