Lunedì, 17 Luglio 2017 15:12

Alessandro D'Alatri: "I giovani del Giffoni vanno raccontati"

"Giffoni rappresenta la maggioranza dei ragazzi d'oggi, che si impegnano e si appassionano, ma che non racconta nessuno. Parlare di cinema con voi è un segnale bellissimo": Alessandro D'Alatri si regala ai ragazzi della Masterclass della 47esima edizione del GFF nella quarta, densa, giornata di appuntamenti. L'incontro ha abbracciato tutta la varia produzione audiovisiva del regista ed è partito dall'analisi di The Startup, visto in sala dai giurati, che non hanno fatto fatica a immedesimarsi nel diciottenne Matteo Achilli, ideatore di Egomnia, social network ora di stanza a Matera, che fa incontrare domanda e offerta di lavoro sulla base del merito. "E' una storia che ha a che fare con l'etica dei giovani, con il valore del sacrificio, ormai rimosso dalla nostra società: tutto oggi deve essere facile, ma questo porta con sé un devastante senso di fallimento alimentato dalla necessità del tutto e subito, da una fretta che non permette di avere lungimiranza" sottolinea ripercorrendo la sua storia artistica e professionale, che lo ha visto attore a 8 anni e poi saltare 'dall'altra parte' per scoprire cosa succedeva nelle lunghe pause tra una scena e un'altra, sempre con la voglia di provare cose diverse. "E' assurdo l'aver perso la dignità dell'errore: non sento più nessuno dire 'Scusa, ho sbagliato', eppure è il modo per confrontarsi con se stessi. L'ego non è una cosa negativa, anzi a scuola dovrebbero insegnarci a conoscere i nostri limiti per imparare a gestirli. Il problema è pensare di non averne... 'Se sai, non sei'" sottolinea il Maestro ai ragazzi che non smettono di fargli domande.

"Io sono un continuo esordiente. Mi hanno offerto due progetti del tutto nuovi e non vedo l'ora" svela il regista, senza però sbilanciarsi oltre. Non ha però perso l'interesse per il mondo del web e dei social: "Le tante critiche piovute su The Startup per il parallelo, peraltro mai dichiarato, con la storia di Mark Zuckerberg, mi hanno fatto venir voglia di raccontare gli haters. Si tende a ignorarli, a rimuoverli e invece penso che bisogna raccontarli proprio perché solo così possono capire chi sono davvero" dichiara con l'entusiasmo di chi ha un'idea concreta in testa. E chissà che 'Haters' non sia proprio il titolo del suo prossimo film.

Il mondo dei ragazzi è un continuo stimolo per lui: "Si abusa della parola 'giovani', ma in concreto non si fa nulla, non c'è una vera attenzione nei loro confronti. Ma in fondo loro, e lo vedo con i miei figli, chiedono poco: chiedono attenzioni". Quelle dei giffoners intanto sono tutte per D'Alatri, che conclude con uno sguardo positivo e propositivo sul futuro, anche grazie alla prospettiva offerta dall'incontro di Giffoni: "Alla vostra generazione viene chiesto di essere dei guerrieri. Ma io credo in voi. Voi avete il potere di scegliere un altro futuro. Lo dico come in Frankenstein Junior: Si può fare!".

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