Mercoledì, 15 Marzo 2017 17:05

Studenti commossi ai Movie Days 2017 per l'esempio del "Giusto" Giorgio Perlasca

Alle giornate di cinema per la scuola di Giffoni Experience il ricordo del figlio Franco, presidente della Fondazione intitolata al funzionario che salvò migliaia di ebrei ungheresi dalla razzia nazista e poi tornò alla sua quotidianità

Nel 1936 partecipò alla guerra d'Etiopia, si trasferì in Ungheria dove restò fino al '45, fingendosi un diplomatico spagnolo salvò migliaia di vite, poi tornò in Italia, nel silenzio, alla quotidianità. Giorgio Perlasca non può essere racchiuso solo in questo, perché in mezzo c'è la Storia, quella che il figlio, Franco, ha raccontato questa mattina alle centinaia di studenti delle scuole medie "Balzico" di Cava de' Tirreni, "Solimena" di Avellino e del Circolo Didattico "Don Milani" di Giffoni Valle Piana, accorsi durante la quinta giornata dei Movie Days dedicata alla "Grande Storia".

"L'eroe è chi nel corso della sua vita fa qualcosa di importante ma poi ci vive sopra, la racconta. Il giusto, invece, è stato un eroe per una parte della sua vita e poi ha avuto l'umiltà di tornare alla vita di tutti i giorni", ha spiegato ai ragazzi il presidente della Fondazione che, in linea con il testamento spirituale di Perlasca padre, promuove iniziative sui temi della fratellanza e della convivenza pacifica tra i popoli. "Ho scoperto chi era davvero mio padre – ha svelato- solo nel 1988, quando delle donne ungheresi arrivarono a casa nostra. Il modo in cui venni a conoscenza di tutto fu un trauma, per anni non mi sono interessato alla storia: sono stato distante come se non mi riguardasse, poi ho metabolizzato".

Giorgio Perlasca fu il funzionario che, grazie ad un lasciapassare firmato dal generale Franco, si finse un console spagnolo e rilasciò falsi documenti di cittadinanza ad ebrei ungheresi: li salvò dalla deportazione nazista e dalla Shoah. Eppure, quando la guerra finì, Giorgio Perlasca tacque, mai una parola nemmeno in famiglia. "Ci ho messo molto ma oggi questo non mi pesa: dare voce a qualcuno che non c'è più mi stanca ma mi rende felice – ha continuato – in particolar modo parlarne con voi giovani mi rallegra, spero vi faccia capire che, anche nel piccolo, tutti possiamo fare qualcosa di buono".

Last modified on Mercoledì, 15 Marzo 2017 17:38

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