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"Gleemania" al Gff, è il giorno della Agron

Domenica, 22 Luglio 2012 11:21

Il “GleeDay” è arrivato. Il Giffoni Film Festival è pronto ad ospitare, oggi, Dianna Agron, protagonista della serie tv americana “Glee” ormai diventata un cult negli Stati Uniti con una media di otto milioni di telespettatori a puntata e apprezzata anche in Italia sia dal pubblico che dalla critica.

Già l’annuncio del suo arrivo – diffuso più di un mese fa - ha creato una mobilitazione dei fan senza precedenti. La 26enne Agron, che nel film interpreta il ruolo della studentessa Quinn Fabray, è attesa al Gff come una vera e propria star. Sono previsti pullman in arrivo da tutta Europa con massiccia presenza di fan provenienti dalla Germania e dalla Norvegia oltre che gruppi provenienti da Milano, Bologna, Firenze e Roma, mobilitatisi da tempo sulla pagina ufficiale di Glee Italia per partecipare in massa a Giffoni.
Appena diffusa la notizia infatti sui canali ufficiali online del festival c’è stato un vero e proprio "assedio" con oltre 7mila visitatori nella sola giornata dell’annuncio sul sito della manifestazione, migliaia di “Like” e di condivisioni sulla pagina facebook (il post di Dianna Agron ha avuto la portata di 30mila utenti individuali), ed oltre 3mila post sul festival e 5.500 retweet su twitter, dove per diverse ore la notizia è stata al secondo posto nella classifica dei trend topics (argomenti più discussi) mondiali e al primo posto nella classifica italiana, facendo schizzare l'argomento anche nelle top news di Google.
 
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Moda e cinema, matrimonio perfetto

Sabato, 21 Luglio 2012 19:29

Quando l'arte e la creatività si fondano con la moda, il successo è assicurato.

 

Il Giffoni Experience da sempre sperimenta nuovi canali di comunicazione, utilizzando ogni tipo di linguaggio per interpretare i gusti, i mutamenti, le variazioni di una generazione, quella dei giovani, che è la protagonista indiscussa di questo festival. E la moda, ovviamente, è uno degli strumenti più attendibili per comprendere in che direzione va il mondo. Una delle ultime iniziative del Gff nasce, dunque, dalla collaborazione - che andrà avanti per i prossimi tre anni - con l’Accademia della Moda di Napoli. L’obiettivo è stato quello di ideare, realizzare, e distribuire dei prodotti con un nuovo marchio Made in Italy. Una vera e propria “joint venture” finalizzata al product & fashion design Made in Campania.

 

Il progetto ha previsto una serie di attività, che sono state svolte nel corso dell’anno, tra le quali laboratori creativi degli studenti dell’Accademia con i ragazzi Masterclass del Gff per l’ideazione del nuovo marchio e di una linea moda ispirata al tema della 42esima edizione del festival, la felicità. Sei ragazzi dell'Accademia (Giovanni Percacciuolo, Sara Pomentale, Gaetano Achille, Micaela Gallo, Biagio Manzo, Alfonsina Vicidomini), insieme a due giurate della Masterclass (Laura Vivacqua, Dina Galdi) hanno così ideato e disegnato le t-shirt utilizzate dai giurati in questa 42esima edizione. Rosso, blu, verde, grigio e nero sono i colori scelti per distinguere le varie sezioni delle giurie, dove viene racchiuso anche il concetto portante di questa edizione, che è, appunto, la felicità. La produzione delle magliette è avvenuta grazie al supporto di “Piccole Follie group”, di Michele Iovino. Ne sono state create 5mila di cui, 3.300 sono state distrubuite ai giurati, mentre le restanti sono in vendita al Village.

 

Oltre alla produzione delle magliette, un altro progetto interessante ha preso corpo nel corso del Gff: il blog www.modae.it, nato a gennaio, ma che in questi giorni si sta ampliando grazie al contributo dei ragazzi della Masterclass e di tanti altri giovani che, con i loro suggerimenti, tratteggiano una panoramica originale e precisa della moda di oggi. Non solo, dunque, servizi sugli artisti e sui loro gusti in fatto di stile, ospiti al Gff, ma anche sulla moda in generale. Il progetto proseguirà anche dopo il 24 luglio e chiunque voglia far sentire la sua voce può inviare le mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. "Il blog - spiega la responsabile Angela Iantosca - è nato per dare una continuità alla rivista di moda ideato dall'Accademia della Moda di Napoli e che viene distribuito a tutte le Accademie della Moda italiane. Dirigo la rivista da un anno e ho pensato che, tra una pubblicazione e l'altra, essendo annuale, fosse interessante seguire l'andamento dei gusti delle persone, in ogni angolo del mondo. E quindi ben vengano anche foto da paesi lontani, impressioni su culture diverse dalla nostra e su tendenze particolari che semmai nel nostro Paese ancora non sono diventate moda".

 

Stasera, poi, al Convento di San Francesco, l'Accademia della Moda di Napoli e Giffoni Experience presenteranno “Moving Fashion Art”. L’evento nasce dall’idea di dare vita all’arte e alla moda, alle creazioni dei ragazzi dell’Accademia di Napoli, mettendo “in movimento” le loro opere. Il cinema è movimento e l’arte dell’Accademia sarà messa in movimento dalle modelle-statue che si aggireranno tra gli ospiti della serata.

Gioè incoraggia i giovani del Gff

Sabato, 21 Luglio 2012 19:10


“La felicità, soprattutto in questo periodo, è poter immaginare un futuro”. E’ un invito a "tener duro" quello lanciato oggi dall’attore Claudio Gioè ai giurati della 42esima edizione del Giffoni Film Festival che lo hanno incontrato nel pomeriggio alla Cittadella del Cinema. Non nega le difficoltà del momento l’attore lanciato da film quali “I cento passi” e “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana, ma, nel suo incontro con i giovani e con la stampa, ha cercato di essere positivo non lesinando, però, “frecciatine” alle istituzioni colpevoli di essere miopi nei confronti del mondo della cultura. A settembre l’attore comincerà le riprese della seconda stagione della fiction tv “Il Tredicesimo Apostolo” ma non nasconde la sua voglia di tornare a teatro, suo grande amore: “Il teatro è sempre lì, in attesa che il nostro Stato lo riconosca come un lavoro e non come un hobby. Ma noi insistiamo, andiamo avanti. Magari torneremo al Medioevo – ipotizza con amara ironia - quando le compagnie giravano per i paesi su dei carri e alla fine un piatto di pasta lo rimediavano sempre”.

 

Dalle parole dell’attore, l’amore per il suo mestiere trasuda soprattutto perché “il lavoro d’attore ti permette di avviare una comunicazione intima con te stesso. L’arte drammatica è uno strumento utile come pochi per entrare in contatto con delle parti di te che altrimenti non verrebbero esplorate”. Arrivato al grande pubblico grazie alla sua interpretazione di Totò Riina nella fiction Tv “Il Capo dei Capi”, Gioè non ha potuto non parlare del suo rapporto con la sua terra, la Sicilia, martoriata dalla mafia. A pochi giorni dall’anniversario della morte di Paolo Borsellino, l’attore ha ricordato quei giorni del 1992: “Da palermitano ricordo bene la rabbia che scoppiò tra le gente e soprattutto la palpabile assenza dello Stato. Ricordo il senso di impotenza di fronte alla solitudine di due uomini, Borsellino e Falcone, morti per aver lottato in favore di un mondo migliore”. Sul ruolo che può avere il cinema nello stimolare le coscienze, Gioè ha sottolineato come, più di una volta, sia stato in grado di “supplire alle mancanze delle istituzioni”.

Questa sera Salerno Net World al Gff

Sabato, 21 Luglio 2012 18:52

 Questa sera alle ore 20.30 presso il parco Hollywood della Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana la rete di associazioni di volontariato Salerno Net World,composta dalle associazioni : Salerno Carità Onlus di Salerno, La Tenda di Salerno,Amici di Volo Alto di Battipaglia, Il Punto di Baronissi, Misericordia di Salerno, Comunità Emmanuel di Eboli, Amici del cuore di Pontecagnano, Alba 2000 di Siano ed Anolf di Salerno, nell’ambito delle iniziative di promozione e sostegno dei valori della cultura dell’integrazione sociale dei migranti sul territorio di Salerno, organizza Melting Pot Night, evento di incontro e confronto tra le associazioni di immigrati presenti in provincia di Salerno ed i ragazzi della giuria del festival venuti da tutto il mondo. Durante la serata sarà offerto un menu multietnico preparato dagli allievi dell’Istituto Alberghiero “Enzo Ferrari” di Battipaglia e si esibiranno cantanti e ballerini appartenenti a comunità di immigrati presenti sul territorio di Salerno. E’ prevista la partecipazione delle associazioni di volontariato che costituiscono la rete Salerno Net World ed i rappresentanti del mondo delle istituzioni locali.

L'Irpinia e il Giffoni Film Festival insieme in nome dello sviluppo del territorio con il progetto dal titolo "La promozione dell'Irpinia e la collaborazione con il Giffoni Film Festival". Alle ore 11 di domani, domenica 22 luglio, nella Sala Conferenze della Cittadella del Gff, si terrà l'incontro atto a suggellare la sinergia tra il festival, Regione Campania e Provincia d'Avellino. Interverranno durante l'incontro il direttore artistico del Gff, Claudio Gubitosi, il vicepresidente della Regione Campania con delega al Turismo e ai Beni Culturali, Giuseppe De Mita, il presidente della Provincia d'Avellino Cosimo Sibilia e il presidente dell'Unione degli Industriali della provincia di Avellino, Sabino Basso

 

Soddisfatto il vicepresidente della Regione Campania De Mita per l'interessamento del patron del festival Gubitosi riguardo questo progetto che mirerà al rilancio e allo sviluppo del territorio, da sempre uno degli obiettivi fondamentali del Giffoni Experience. “Stiamo lavorando ormai da tempo – commenta il vicepresidente Giuseppe De Mita – alla definizione di un piano di azione per il turismo in Irpinia attraverso l’interlocuzione tra la Regione Campania e la Provincia di Avellino e gli enti sovra comunali di un’area specifica del territorio irpino – quella compresa tra il Parco del Partenio ed il Parco dei Picentini – che abbiamo individuato come quella maggiormente vocata al turismo. Su questa perimetrazione stiamo provando ad innestare attività che vanno nella direzione dello sviluppo turistico e che comprendono, in particolare, la dotazione infrastrutturale, il sostegno alle imprese e la promozione. La disponibilità mostrata con grande sensibilità da Claudio Gubitosi, ambasciatore delle aree interne della Campania, l’inventore di un sogno chiamato Giffoni Film Festival, è per me motivo di orgoglio ma anche garanzia della bontà del percorso che abbiamo intrapreso. Sono convinto che l’apporto del direttore Gubitosi, in uno con quello già assicurato dai livelli istituzionali locali, potrà dare valore aggiunto all’importante azione che di qui a breve presenteremo”.

I film in concorso di domenica 22 luglio

Sabato, 21 Luglio 2012 17:19

Cinque i film che i ragazzi delle sezioni in concorso visualizzeranno oggi.

 

Elements +6

Famous Five di Mike Marzuk (Germania, 2012) – 10:00 Sala Alberto Sordi – Cittadella del Cinema

George, Julian, Dick, Anne e il canne Timmy, i membri della banda dei cinque, indagano sul rapimento di Quentin, il padre di George, affermato inventore che sta progettando una nuova fonte di energia pulita. Gli indizi portano a due fotografi e a un sedicente agente governativo.

 

Elements +10

Coming Home di Anders Øvergaard (Norvegia, 2011) – 14:30 Sala Alberto Sordi – Cittadella del Cinema

Ida, 15 anni, si è appena trasferita con la madre dalla città in una tranquilla fattoria nel nord della Norvegia. Grande appassionata di moda, non riesce a capire le ragazze del posto, che preferiscono i cavalli ai trucchi e ai vestiti. L’incontro con un cavallo di nome Kehlan cambia ogni cosa.

 

Generator +13

Cool Kids Don’t Cry di Dennis Bots (Belgio-Paesi Bassi, 2012) – 14:30 – Sala Truffaut - Cittadella del Cinema

La dodicenne Akkie ama giocare a calcio. Joep, un suo compagno di classe, la esclude regolarmente dalle partitelle scolastiche, con il solo risultato di accrescere la determinazione della ragazza. Un giorno, Akkie scopre che dovrà combattere contro un avversario di gran lunga peggiore di qualunque ragazzo: la leucemia.

 

Generator +16

A Bottle in the Gaza Sea di Thierry Binisti (Francia-Israele-Canada, 2012) – 10:00 - Sala Truffaut – Cittadella del Cinema

Tal, 17 anni, vive a Gerusalemme con i genitori. Naïm vive a Gaza, in Palestina. Solo un centinaio di chilometri separano i due, ma il vero ostacolo alla loro relazione è l’annoso conflitto tra israeliani e palestinesi. La speranza che questo legame possa dar loro il coraggio di sopportare e affrontare questa triste realtà è affidata a una bottiglia gettata in mare.

 

Generator +18

Unconditional di Bryn Higgins (Regno Unito, 2012) – 19:00 – Sala Lumière

I gemelli diciassettenni Kristen e Owen, disadattati e solitari, passano le giornate prendendosi cura della madre. I due conoscono Liam, un aitante ventenne, e Kristen se ne innamora. Dopo una serata passata a bere, Liam porta Owen a casa e lo spinge a provare dei vestiti da donna. Owen si trasforma in una ragazza affascinante capace di sedurre tutti, compreso Liam, che gli offre il suo amore. A una condizione: Owen deve diventare una nuova Kristen.

Monsieur Reno al Gff

Sabato, 21 Luglio 2012 17:01


L’essenza del Giffoni Film Festival, per Jean Reno, è la luce. “Quella che arriva dal cuore del suo ideatore, Claudio Gubitosi, e dai ragazzi del Gff che riescono a trasmetterla agli altri”. L’attore francese, arrivato oggi pomeriggio alla Cittadella del Cinema, si è detto convinto soprattutto di una cosa, durante il suo incontro con la stampa: “Senza i bambini noi non siamo niente. Io lo so bene perché ho sei figli”.

 

Il protagonista di “Leon” e di “Nikita”, giusto per citare due dei suoi film più famosi, ha parlato ai giornalisti di Giffoni in italiano e scherzando ha rotto il ghiaccio, rassicurandoli: “Datemi solo due giorni e parlerò un napoletano perfetto!”. L’attore, all’inizio della conferenza, ha rivelato il suo amore per la musica, “necessaria come Giffoni”, tanto per citare le parole di Truffaut ma ha preferito dare poche anticipazioni sul suo futuro lavorativo, ha però smentito le voci che lo davano protagonista della trasposizione cinematografica del romanzo “Io Uccido” di Giorgio Faletti e ha parlato soprattutto delle sue esperienze pregresse.

 

Ha ricordato quelle fatte con i registi italiani, tra i quali sembra essergli rimasto nel cuore soprattutto Benigni: “Roberto è un angelo – ha detto monsieur Reno – per me è una meraviglia. E’ straordinario, un uomo dal grande cuore”. L’attore ha poi dato una sua personale spiegazione sul perché, in questo momento, le commedie sembrino essere le sole a riuscire a tenere in piedi l’industria cinematografica: “La gente conosce fin troppo bene cos’è il dramma, lo vive ogni giorno, mai come in questo momento. E preferisce quindi, andare al cinema per distrarsi, per vedere qualcosa di diverso da quello che la vita offre loro nella realtà”. Infine un consiglio a chi vuole intraprendere la carriera di attore: “Non bere troppo, non assumere droghe, mangia bene e dormi molto. Rispetta il tuo corpo perché è il tuo strumento di lavoro”.

 

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Conferenza Jean Reno

 

Jean Reno con i giurati

 

"Il mio più bel film è quello che non ho fatto. Si tratta di "Ho voglia di te", sequel di "Tre metri sopra il cielo". Strappa così un primo applauso, il regista Luca Lucini, che ha tenuto una lezione, questo pomeriggio ai giurati della sezione Masterclass, al Giffoni Experience, che considera "un'esperienza costruttiva ed affasciante. I giovani rappresentano il pubblico più difficile ed attento".
Il regista milanese si sofferma a lungo sulla sua scelta di aver diretto "Tre metri sopra il cielo". "Quando ho letto il romanzo di Moccia - racconta Lucini - alle prime sessanta pagine ho pensato che fosse impossibile farne un film. Poi l'ho presa come una sfida, stimolante, per una persona che come me era al suo primo film. In ogni lavoro, comunque, metto un po' di me e anche qui è stato così. Ho voluto dare epicità a quel sentimento, trasformandolo in un amore cavalleresco di altri tempi, ricordando il mio primo amore adolescenziale. In questo c'è una parte di me, o meglio il ricordo di un frammento del mio trascorso e del mio vissuto. Riccardo Scamarcio è stato poi perfetto per l'interpretazione di quel ruolo. Avevo - aggiunge - anche l'opportunità di dirigere il sequel. Dovevo solo mettere la cifra sull'assegno già pronto ma - confessa - non me la sono sentita e sono contento della scelta che ho preso. Mi sentivo di tradire quell'esordio, mio e di tanti altri. Dopo "Tre metri sopra il cielo", che peraltro è stato il mio film che ha incassato di meno, è iniziato questo nuovo filone che è arrivato fino all'esasperazione. Problema, questo, non solo del cinema italiano".
Sui suoi lavori, aggiunge: "Sono più i film che ho rifiutato che quelli che ho fatto. Credo di essere anche l'unico regista italiano a non aver firmato neanche una sceneggiatura, ed è una cosa anche economicamente svantaggiosa ma io credo nel rispetto dei ruoli. O sei Nanni Moretti e puoi permettertelo, o questo rappresenta un limite per tutti. Ora, però, vorrei fare un film più mio ma non trovo i soldi".



Lucini, poi, ha parlato anche di un altro suo film, "Amore, bugie e calcetto" che, per lui, "è stata una grande delusione commerciale. Ero esterefatto del titolo e, come me, tutti quelli che ci avevano lavorato. Suonava tanto come "L'allenatore nel pallone2", mentre io avrei voluto che si intitolasse "Correre". Credo - rimarca - che ci sia un problema enorme di centralizzazione; chi decide le cose che funzionano sono un piccolo gruppo di persone che hanno spesso uno stesso tipo di gusto che va in una direzione di umorismo diverso che privilegia solo un tipo di commedia. Io - confessa - se avessi dovuto scegliere un film dalla locandina (e penso, appunto a "Amore, bugie e calcetto") non ne avrei visto nessuno, se non "Solo un padre", dove ho scelto io foto e titolo".



Lucini, che ha iniziato come regista di videoclip di vari cantanti, come Bennato, Ligabue, Giorgia e Pausini, spiega che "L'aver lavorato prima in campo musicale girando videoclip per grandi artisti mi ha aiutato molto. E questa impostazione me la sono portata dietro anche nei miei lavori cinematografici. Pertanto quell'esperienza non l'ho mai considerata come un limite, bensì come un arricchimento".

Arriverà oggi a Giffoni e Il prossimo 17 agosto nelle sale italiane (distribuito dalla Moviemax) un film che punta dritto ad un target adolescenziale proponendosi come una sorta di nuovo "Tempo delle Mele" per le attuali generazioni. Lol, il nuovo Tempo delle mele con Miley Cyrus. 


Si tratta di LOL - Pazza del mio Migliore Amico, diretto e sceneggiato da Lisa Azuelos e remake dell'omonimo film francese (LOL: Laughing Out Loud) del 2008 diretto dalla stessa e presentato al festival di Roma ma mai uscito nei cinema italiani. Una commedia sugli scontri e sugli incontri generazionali che certamente appassionerà il pubblico dei teenager incentrata su una figlia quindicenne scapestrata e ribelle, Lola appunto, che non vede l'ora di crescere e sua madre Anne, una single che vorrebbe ritrovare l’entusiasmo e rivivere un po’ la propria adolescenza. Sempre connessa a internet per chiacchierare con le amiche dei propri problemi sentimentali, l’adolescente trascura gli studi e i rapporti con la famiglia, tanto che la comunicazione con la madre è ridotta a pochi semplici scontri verbali. La prima cotta per Lola e la riscoperta di se stessa per Anne, porteranno a un conflitto generazionale che potrà forse risolversi con un sorriso. “Lol – Pazza del Mio Migliore Amico” è il remake dell’omonimo film francese del 2008, diretto dalla stessa regista Lisa Azuelos,  figlia della cantante Marie Laforet, che firma anche la sceneggiatura insieme a Kamir Aïnouz. Ad interpretare le due protagoniste ci sono la giovane attrice e cantante statunitense  Miley Cyrus, che dalle vesti acqua e sapone della serie Hannah Montana si propone qui in una versione assai più trasgressiva, e la navigata Demi Moore  indimenticabile protagonista di GHOST. 

Questa sera, alle ore 21.30, in piazza Fratelli Lumière, a Giffoni Valle Piana, andrà in scena l’Hair Art grazie all’esibizione degli Osadia, compagnia di teatro di strada spagnola formatasi a Barcellona nel 1996.

 

Il singolare spettacolo di “acconciatura artistica” vedrà la partecipazione attiva del pubblico che diventerà protagonista della performance rimanendo piacevolmente colpito dalla creatività degli artisti. Uno spettacolo che non termina con la fine della messa in scena, quello proposto dagli Osadia, ma continua nelle strade, tra la gente attirando la curiosità di passanti e fotografi; uno show itinerante che senza dubbio divertirà e coinvolgerà tutta la cittadina picentina e i suoi tanti visitatori.

 

“Ridurre la distanza tra chi cerca aiuto e chi può essere d’aiuto”. Questo l’obiettivo di Gilanda, il nuovo portale sociale, attivato dall’associazione no profit Ccm, nato con l’intento di offrire un punto di incontro virtuale a tutti gli operatori del terzo settore. Questa mattina, alla Cittadella del Cinema del Gff, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del nuovo servizio rivolto principalmente a chi cerca e a chi offre prestazioni nell’ambito del sociale.

 

A illustrare l’iniziativa sono stati il presidente dell’associazione Ccm, Antonio Vecchio e l’amministratore Franco Risi che hanno incontrato il managing director del Gff, Claudio Gubitosi. “La nostra idea nasce dalla consapevolezza che il terzo settore è molto vasto e variegato – hanno spiegato i creatori di Gilanda – ed è composto da tante micro realtà che non sempre hanno la visibilità che si meritano. La nuova community nasce, quindi, con il fine di offrire una piattaforma comune dove domanda e offerta di servizi possono incontrarsi e interagire”. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.gilanda.it.

"Ghisalandia" al Gff

Sabato, 21 Luglio 2012 12:17

Diffondere la cultura della sicurezza stradale, promuovendo iniziative educative a favore dei giovani. E’ questo uno degli obiettivi che la 42esima edizione del Giffoni Film Festival  si propone di perseguire e valorizzare tramite la collaborazione con la Polizia Locale di Milano. A Giffoni, il quartiere Berlinguer ospita lo stand dedicato ai “Ghisa”, soprannome dato agli agenti milanesi, per il fatto che la loro storica divisa ricordava la forma e il colore delle stufe di ghisa.  Diverse le attività in programma, come ad esempio “Ghisalandia”, un percorso pratico di educazione stradale per piccoli ciclisti, al termine del quale è possibile ottenere un “patentino” per i futuri utenti della strada. «L’incontro tra due realtà così distanti geograficamente è avvenuto grazie a “Ciak Si Guida” - spiega Marisa Bovolenta, uno dei 10 agenti lombardi presenti nella cittadina picentina – le finalità del concorso, l’utilizzo di linguaggi consoni alle esigenze giovanili con i ragazzi che parlano ai loro coetanei, hanno creato una naturale sinergia tra Giffoni e Milano, nel segno dell’educazione alla legalità».

Con lo sfondo di insegne, come Ghisa Experience e Giroghisa, si realizzano laboratori che riguardano l’abuso di alcool e stupefacenti, il bullismo, la guida dei ciclomotori, reati informatici e rischi connessi all’uno di internet.
 
«Siamo particolarmente soddisfatti del lavoro che stiamo svolgendo qui – sottolinea ancora la Bovolenta – in 5 giorni abbiamo registrato presso il nostro stand più di 2mila partecipanti, di cui tantissimi bambini, il target più importante a cui possiamo rivolgere la nostra attenzione. Allo stesso tempo, siamo colpiti dalla fantastica collaborazione, umana e professionale, dello staff del Festival e della Polizia Locale di Giffoni Valle Piana guidata dal Comandante Rosario Muro. Abbiamo costruito un’autostrada virtuale che collega il “modello Milano” e Giffoni Experience, pronti ad avviare importanti progetti futuri che coinvolgano istituzioni pubbliche e private sulla tematica della sicurezza stradale». 
Il Giffoni Experience diventa così una sorta di “corsia preferenziale” per mostrare questi progetti, che sono accessibili ogni giorno dalle ore 18:00 alle 21:30 presso il quartiere Berlinguer e le interessanti iniziative promosse attraggono tanti giovani fino ad arrivare a circa 2000 presenze. 

 

Tanti gli appuntamenti, le anteprime e gli eventi speciali che la Disney ha dedicato anche quest'anno ai ragazzi del Gff. Dopo l'ultimo capolavoro Disney - Pixar, Ribelle - The Brave, Giffoni dà spazio anche alla TV, con Disney Channel e Disney Junior, presentando alcuni episodi tratti dalle migliori serie televisive in onda. Oggi la Walt Disney Company Italia presenterà in anteprima ai giurati +10 il primo episodio della seconda serie di Violetta, in onda su Disney Channel a partire dal prossimo autunno. Coprodotta da Disney Channel Europa e Disney Channel America Latina, la serie è stata lanciata in Italia a maggio, con la messa in onda di 80 episodi. "Amore, musica, passione. Questa sono io”: così si presenta la giovane protagonista che ha ereditato un grande talento canoro dalla madre, una cantante di musical morta in un incidente quando Violetta era ancora piccola. Il padre, segnato dal tragico evento, cerca in tutti i modi di tenere la figlia lontana dal canto e dalla recitazione e porta la figlia sempre in giro per l’Europa. Le cose cambiano quando Violetta torna a Buenos Aires, sua città natale. Lì ritrova la zia Angie, che diventa la sua istitutrice, e inizia una nuova vita: scopre la sua passione per la musica, e incontra nuovi amici che la aiuteranno ad affrontare l’esperienza della crescita. Interamente girata a Buenos Aires, "Violetta" vanta un cast giovane e multiculturale con attori argentini, brasiliani, messicani e spagnoli. Tra i protagonisti anche due attori italiani: Lodovica Comello e Simone Lijoi.

Sanguineti: "Ragazzi usate la testa"

Venerdì, 20 Luglio 2012 20:43

"Non mi chiamate maestro, per favore. Monicelli era solito dire che lui veniva chiamato maestro perché prendeva la metropolitana. Il magistero, però, è un’altra cosa”. Tatti Sanguineti, critico cinematografico, giornalista, autore televisivo, sceneggiatore, regista e attore, ha incontrato, questo pomeriggio i giurati della sezione Masterclass e ha tenuto una lezione infuocata ed appassionante.

Secondo Sanguineti “il fuoco del microfono è ben più importante di quello della telecamera. Un’immagine sfocata si può riprendere, mentre una scena senza audio non serve”. Nel corso dell’incontro il poliedrico artista si è soffermato a lungo sulla storia della critica cinematografica che “nel corso degli anni ha affrontato una serie di modifiche. Decenni addietro – ha rimarcato – esisteva il critico di riferimento. La critica era viva, impegnata, militante. Anche sui giornali c’era più spazio: allora la critica cinematografica occupava intere pagine, mentre oggi a malapena arriviamo a scrivere dei francobolli. All’epoca avevi tre scelte: diventare prete, fare concerti rock o fare cinema. Il cinema ci ha salvato la vita. Anche il cinema di una volta era molto meglio". E ha poi aggiunto: "Molta della gente che fa cinema è fuori di testa con un ego divorante, napoleonico, intollerante. Il cinema produce delle strane malattie mentali. Cito il mio caro Ghezzi che parla solo di sé. Io, invecchiando non riesco a far finta che mi siano simpatici”.
Sull’attuale situazione italiana, spiega ai ragazzi che “anche lui sente fortemente i disastri di questa crisi. Se non mi avessero dato un gettone non sarei neanche qui perché io penso che devo arrivare a fine mese e fatico ad arrivarci. Una sola strada vi può salvare: aiutatevi a vicenda e usate il cervello”.
Sanguineti, oltre a ricordare le figure leggendarie di Alberto Arbasino, Marco Melani e Franco Quadri con il suo Patologo, si sofferma sul documentario che ha sceneggiato,  su Franco e Ciccio "Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio" (2004) di Ciprì e Maresco. “Franco non era un mafioso, ma era molto colluso come lo era tutta quella generazione di attori. Ho un racconto di Walter Chiari su un pranzo di casa sua con i Genovese e i Gambino. In questo documentario su Franco (un suo uomo stava con la banda di Giuliano), invece,  non abbiamo tratteggiato questo aspetto, perché erano ancora in vita tutti i parenti di Franco Franchi, pseudonimo di Francesco Benenato".
Sanguineti sfata anche un altro mito, Vianello che, secondo lui, "fu fregato dal cinismo e pagò per questo. Sotto una maschera di meravigliosa coppia che invecchiava simpaticamente con la moglie, è stato bravissimo a costruirsi un futuro e una pensione certa".
Sanguineti, poi, ai ragazzi pieni di sogni ed ideali, racconta un'altra storia fatta di crude verità.
"In Italia - dice - non c’è ponte, non c’è viadotto di un’autostrada, non c’è svincolo che non sanguini di pizzi pagati. Anche io faccio dei patti. Se dovessi andare a Canale5 o Rete4, se parlo sul cinema pagato da Rete4, ovviamente, dirò un quinto delle cose che ho detto qui, perché ogni posto ha il suo statuto, i suoi codici, le sue leggi, i suoi padrini e i suoi padroni. Si chiamano canali di comunicazioni. Così va il mondo. Il vero critico dovrebbe vivere in convento e rimaner fuori da ogni schema xon dei maggiordomi che gli portano le cassette da recensire, ma non è così. La critica quotidiana è compromessa, mentre i grandi critici scrissero i grandi pezzi solo sui film del passato. Anche alla vostra età io la pensavo come voi. Ma provate ad andare a Palermo a girare un film. Lì ti ammazzano, ti trovano nelle lastre di cemento. Sapessi che vita che fa Maresco, fa la vita da appestato, invecchiato, da morto di fame. Da frate o terrorista. Per fare un film - conclude - ci vogliono una barca di soldi e quindi devi scendere ad inevitabili compromessi".

 

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Masterclass Sanguineti

I giurati innamorati di Ernst & Celestine

Venerdì, 20 Luglio 2012 20:38

Il film di animazione mette in scena il rapporto tra un orso e una topolina 

Una grande festa il Giffoni Film Festival per i giurati più piccini della sezione che comprende i bimbi dai 3 ai 5 anni. Una ricca programmazione, curata da Antonia Grimaldi, che mostra una selezione di cortometraggi e lungometraggi di animazione provenienti da tutto il mondo. Ernest & Celestine di Benjamin Renner, Vincent Patar, Stéphane Aubier che racconta la storia di un orso clown e musicista (Ernest) che vive ai margini della società della sua specie, decide di accogliere nella sua casa la piccola topolina Célestine. Lei è orfana e ha abbandonato il mondo sotterraneo dei topi. Questi due personaggi appartati e solitari trovano sostegno e conforto l'uno nell'altra, andando contro qualsiasi convenzione, sconvolgendo ogni ordine prestabilito.



Il film ha colpito particolarmente la fantasia dei più piccoli che al termine della proiezione hanno commentato con grande dovizia di particolari quanto accaduto nella storia. Mario 5 anni ha alzato la mano per primo: "Dicevano che l'orso era cattivo, ma poi era solo affamato di dolci ed era buono con la topina", e la piccola Laura ha aggiunto “"Il film è più bello quando Ernest si mangia tutti i dolci del negozio. Anche a me piace fare così”.