Luoghi da visitare

Giffoni Valle Piana si trova nella area dei Picentini a pochi chilometri dalle città di Salerno e Napoli ed è al centro di un’aera ricca di storia, cultura e tradizioni: la Regione Campania. Oltre alle bellezze paesaggistiche della Costiera Amalfitana e delle isole di Capri e Ischia, offre testimonianze della sua storia millenaria con i siti archeologici di Pompei e Paestum.

I testi e le foto legati alla Costiera Amalfitana, Salerno e Cilento sono estratti dalle guide dall'Assessorato al Turismo della Regione Campania che si trovano a questo LINK dove potrai scoprire tutti gli itinerari e gli eventi di che caratterizzano questa straordinaria regione.

Per conoscere meglio i Picentini visita il sito che trovi a questo LINK e da cui abbiamo tratto i testi.

Puoi anche scaricare la guida "Tour Picentini Experience" da questo LINK

 

COSTIERA AMALFITANA

amalfi-coast

La bellezza incomparabile della Costiera Amalfitana ha incantato viaggiatori di ogni angolo della terra.  Le terrazze di un verde rigoglioso, sospese sul mare scintillante, il patrimonio d’arte e le architetture caratteristiche ne fanno uno dei luoghi più celebri del mondo: selvaggia, ardita e romantica, la Costiera è una meta obbligata nel corso di un viaggio in Italia.

Dal punto di vista geografico la “costa delle Sirene” costituisce il versante meridionale della Penisola Sorrentina, che chiude a nord il golfo di Salerno. Il paesaggio è caratterizzato da possenti scogliere che sprofondano nel mare, ricco di baie e insenature come la splendida Grotta dello Smeraldo a Conca dei Marini e il Fiordo di Furore. Tra pendenze vertiginose, strapiombi e rupi scoscese, vi sono luoghi dove la natura è quasi completamente incontaminata, come l’Oasi di Vallone di Porto.

I paesini che costellano la “divina costiera” sono tutti da esplorare, godendone il mare blu, i panorami stupefacenti, le bellezze artistiche, la vivace vita mondana. Ma anche facendo acquisti nelle caratteristiche boutiques della “moda di Positano” e nelle botteghe della ceramica vietrese, o gustando la cucina tradizionale.

Se vuoi conoscere i luoghi della Costiera, clicca QUI.

Distanze stradali da Giffoni

- Vietri sul Mare (primo paese della costiera, famosa per le sue ceramiche)  - 29 km
- Cetara (piccolo paese affacciato sul mare famoso per l'ottima cucina di pesce) - 34 km
- Atrani  (caratteristico villaggio dal fascino antico) - 49 km
- Maiori e Minori (due paesi ideali per passeggiate e per la bellezza del mare ) - 45 km
- Amalfi (a pochissimo da Atrani: un autentico gioiello da non perdere) - 50 km
- Positano
(la perla della costiera) - 68 km

 

SALERNO E COSTIERA CILENTANA

salerno

Salerno è una sintesi affascinante di quanto il Mediterraneo possa offrire a coloro che vogliano conoscerlo più da vicino. La città si propone sempre più come una comunità accogliente per i turisti e i visitatori di tutto il mondo. La sua provincia è la più estesa della Campania e, assieme alla divina Costiera Amalfitana, all’area archeologica di Paestum e al Cilento incontaminato, comprende anche l’ampia piana attraversata dal fiume Sele e dai suoi affluenti, e il Vallo di Diano.

Salerno è una città con una vita notturna che conquista, un centro storico pullulante di locali e di affascinanti scorci. Da non perdere la Cattedrale di San Matteo, il bellissimo Giardino della Minerva, la chiesa barocca di San Giorgio e la medievale San Felice in Felline.

 

  

paestum

Ai margini della piana del Sele, all’inizio del Cilento, s’incontra Paestum, uno dei più preziosi gioielli archeologici d’Italia, celebre in tutto il mondo soprattutto per i suoi spettacolari templi dorici. La leggenda ne attribuisce il merito agli Argonauti, ma nella realtà furono gli abitanti di Sibari a fondare Paestum nel VII secolo a.C. La città, prima chiamata Poseidonia, divenne ben presto uno dei centri più floridi del Mediterraneo. La sua decadenza cominciò  con la caduta dell’impero romano. Gli edifici furono spogliati per la costruzione di chiese e palazzi, e le rovine furono dimenticate fino al XVIII secolo, quando i viaggiatori ricominciarono a spingersi fin qui.

 

cilento

Una terra dai forti contrasti, di bellezza incomparabile. Il Cilento affascina con le sue scogliere vertiginose che affondano nel mare cristallino, le spiagge candide, i piccoli borghi medievali arroccati sulle colline, i paesaggi luminosi in una natura intatta. Una costa fra le più belle d’Italia: un centinaio di chilometri di spiagge, scogliere modellate dal sole e dal vento, calette segrete, grotte misteriose.

Dall’alto si ammirano i caratteristici tetti con tegole rosse di Santa Maria di Castellabate, centro peschereccio e balneare dotato di belle spiagge e situato nell’insenatura tra Punta Tresino e Punta Licosa. Qui le calette, nascoste e riparate, sono dei piccoli paradisi che incorniciano uno dei mari più limpidi d’Italia. La strada costiera s’inoltra in questa natura da incanto, regalando panorami mozzafiato: da
Montecorice, con gli splendidi dirupi delle Ripe Rosse a picco sul mare, si giunge ad Acciaroli, con il bel borgo antico e una meravigliosa spiaggia. Si dice che da un pescatore locale lo scrittore Ernest Hemingway abbia tratto ispirazione per il romanzo Il vecchio e il mare. Seguendo la litoranea è un susseguirsi di panorami di bellezza magica, fino al leggendario promontorio di Palinuro. Palinuro è un centro balneare noto a livello internazionale; molto frequentato, offre bellissime spiagge, notevoli attrezzature ricettive e sportive, campeggi e villaggi vacanze.

Distanze stradali da Giffoni

- Salerno: 21 km
- Paestum: 43 km
- Agropoli: 50 km
- Punta Licosa: 66 km
- Palinuro: 115 km

Scopri di più su Salerno, a questo LINK.

 

 

I PICENTINI

Dalla Piana del fiume Picentino a quella dell'Irno, dalla bassa Irpinia alla costa opera e produce una delle realtà più interessanti della Campania: i Picentini. Fitti boschi di querce e castagni, alberi secolari che si alternano a cespugli di mirti, lentischi, corbezzoli, ginestre e, solitarie, le orchidee selvatiche, adottate come simbolo del Sistema Turistico Locale I Picentini.

Il territorio dei Picentini si propone come valore aggiunto dell'offerta già altamente qualificata del salernitano, e grazie alla sua collocazione strategica, tra la città di Salerno, la costiera amalfitana ed il Cilento, propone una vacanza alternativa, di scoperta di un territorio insospettabile, ricco di tipicità ed unicità, perfettamente conciliabile con turismo che chiede qualità dell'offerta c dei servizi, buona ospitalità e sapori antichi da ritrovare.


Giffoni Valle Piana
: Da vedere:

-  il Convento di San Francesco : Completamente ristrutturato, è un complesso gotico costruito a cavallo tra il ’200 e il ’300. Molto elegante il chiostro, le sale sono attrezzate per ospitare mostre e convegni, da non perdere al suo interno il ciclo di affreschi di scuola giottesca.

terravecchia- Borgo e castello di Terravecchia
Le caratteristiche strutturali più deboli, rispetto ai castelli costruiti nell’VIII e IX secolo, fanno pensare che risalga al IV-V secolo. Di certo posteriore è il borgo, con mura e torri più robuste, che si fa risalire all’VIII secolo. Le strade strette e le case basse all’interno della cinta muraria testimoniano l’influenza delle edificazioni medievali. Oggi il borgo è stato restaurato e cablato ed è pronto ad ospitare convegni, mostre con stanze attrezzate a foresteria. Numerose leggende circolano su Terravecchia, tra cui quella secondo la quale nei suoi sotterranei ci sarebbe una gallina d’oro che fa le uova d’oro.
- Convento dei Cappuccini
Il signor Ludovico Marano e il sindaco Giulio Marotta acquistarono il terreno in località “Tuoppolo” il 29 maggio del 1588, per la somma di 122 ducati. Era di forma quadrangolare, con 10 vani a piano terra e 22 cellette per i frati al primo piano.
- Santuario di Santa Maria di Carbonara
Secondo le tesi dello storico Siviero risale all’anno mille, ma le prime notizie certe del convento, appartenente all’Ordine dei Servi di Maria, si hanno nel 1490 quando fu consacrato dal vescovo di Capri.  Situato ai piedi del Monte Lieggi, è in stile romanico, a tre navate. È meta di pellegrinaggi, soprattutto a maggio e il martedì in Albis.

Acerno (23 km da Giffoni) - Da vedere:

- Il Mammuth di Acerno
Nei locali della biblioteca comunale è conservato il calco della zanna del Mammuth Primigenius datato 300-400 mila anni fa.
- L’archeologia industriale
Ferrerie e cartiere del ‘700-800. Sono proprio all’ingresso del paese, ed è in programma, da parte dell’Amministrazione Comunale, il loro recupero.

Castiglione dei Genovesi (13 km da Giffoni) - da vedere:

- Viottoli, antichi palazzotti nel centro storico e chiesette settecentesche sparse nell’abitato, al centro nella piazza Umberto I il monumento al filosofo Antonio Genovesi, collocato in un gradevole scorcio naturale.
- Abbazia Benedettina di Maria SS Tubenna
Suggestiva al tramonto domina il Golfo di Salerno. Le rovine del santuario sono tra le testimonianze più antiche dell’agro-picentino. Posta sulla cima del monte Tubenna, è raggiungibile con strada comunale per un terzo del percorso.

Giffoni Sei Casali (7 Km da Giffoni) - da vedere:

- Convento Servi di Maria a Sieti
Era annesso al Santuario della Madonna del Paradiso. Risale al 1430, per cui è ritenuto il più antico convento dell’Ordine dei Servi di Maria nell’Italia meridionale. Di recente ristrutturato ed inserito nella rete di ospitalità di eccellenza Borghi Autentici d’Italia.

- Chiesa di S. Anna nel Parco Pineta a Capitignano
La chiesetta è circondata da pini, abeti, querce, lecci e cipressi.

- Santuario della Madonna del Paradiso a Sieti
Nel 1173 esisteva già. Si narra che nel 1480 la Vergine affrescata su di una roccia versasse lacrime di sangue, asciugate con un fazzoletto di lino dal notaio del luogo, Martino Giannattasio. Trafugata nel 1975, la reliquia non è più stata ritrovata.

Montecorvino Pugliano (10 Km da Giffoni) - da vedere:

- Convento Santa Maria e chiesa di S. Antonio
La bolla di fondazione del convento di Santa Maria della Misericordia fu spedita da papa Sisto V il 2 gennaio del 1589. Nel 1867 divenne patrimonio municipale. Sul portico del chiostro, al cui centro vi è un piccolo pozzo in travertino, delle pitture murali rappresentano quattordici episodi della vita di San Francesco. Immagini di Santi adornano i pilastri quadrangolari che sostengono gli archi del portico, assieme a immagini di vescovi e papi facenti parte dell’Ordine. La chiesa ad una sola navata, dedicata a S. Antonio presenta, oltre all’altare centrale, otto altari laterali.

-Madonna dell’Arco
È comunemente detta della Madonna dell’Arco, sebbene sia dedicata alla Vergine Assunta in Cielo. Le violente piogge del 1734 riportarono alla luce dal terreno un’immagine della SS.Vergine, che doveva sicuramente appartenere alla chiesa di Santa Maria de Castello. Gli abitanti di Santa Tecla, in segno di devozione, costruirono sul posto del ritrovamento l’attuale chiesa della Madonna dell’Arco.

Montecorvino Rovella (6 Km da Giffoni) - da vedere:

- Le chiese
La Cattedrale dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo risale al 1274. Distrutta completamente dal terremoto del novembre 1980, la chiesa dominava il centro del paese e, dopo una scrupolosa ricostruzione durata anni, è stata finalmente riaperta al culto nel 2002. C’è poi il convento di Santa Maria della Pace costruito nel 1518 nel luogo in cui fu stipulata la pace tra gli Arminio e dei Damolidei. Le due famiglie, da anni in lotta feroce fra loro, siglarono la concordia con la realizzazione di questa cappella, dopo che l’amore contrastato tra i due giovani si guadagnò la tanto attesa conciliazione. Altra chiesa è il convento delle suore di Santa Sofia, monastero delle monache carmelitane: qui, all’epoca della repubblica napoletana nel 1799, fu ospitata la patriota Luisa Sanfelice che ha dato il nome anche alla piazzetta antistante.

- I palazzi
Montecorvino è rinomata anche per i numerosi palazzi. Al nome di Pasquale Budetta, primo consigliere provinciale e deputato, sono legate due importanti strutture, la prima è il centralissimo palazzo Budetta, che sorge nell’omonima piazza e che fu la residenza dell’uomo politico montecorinese. La seconda struttura è rappresentata dalla Villa Budetta, già Palazzo Pico, in via Diaz, casa natale del Beato Giovanni da Montecorvino. Infine, c’è palazzo Pizzuti che campeggia nel già citato largo Sanfelice.

Olevano sul Tusciano (14 Km da Giffoni) - da vedere:

- Complesso monumentale delle grotte di San Michele e Nardantuono
A renderle uniche in Europa è l’esistenza al loro interno di cinque cappelle dipinte, due delle quali affrescate, che sono indipendenti dalle grotte, hanno pareti e tetti autonomi.
Le grotte si trovano fuori dal centro abitato, nascoste da una fitta vegetazione. La strada che ci conduce in questo posto è percorribile in auto, ma soltanto raggiungendo le grotte a piedi è possibile ammirare lo splendido paesaggio naturale nel quale si trovano immerse. Tuttavia, una volta raggiunta “la cella di San Vincenzo”, un vecchio convento diroccato che ospitava l’eremita custode della grotta, occorre lasciare l’auto e proseguire a piedi. Durante il percorso s’incontra un masso contraddistinto da un’impronta caprina, secondo la tradizione lasciata da Lucifero dopo essere stato sconfitto dall’Arcangelo Michele. All’improvviso ci si imbatte nell’ingresso delle grotte. A sinistra un sentiero conduce ad uno spiazzale conosciuto come “giardino del Papa” da cui è possibile ammirare uno splendido panorama e in cui si trova il rudere di un altro convento. Il nome deriva dalla leggenda secondo cui vi sarebbe stato Papa Gregorio VII negli ultimi anni di vita, il quale avrebbe consacrate le grotte a San Michele.
Stalagmiti e stalattiti fanno da cornice alle cappelle dipinte situate all’interno. Gli affreschi, rappresentanti scene della vita di Cristo e di San Pietro, sono tipiche iconografie bizantine. L’antro della grotta di Nardantuono è a destra. Il nome deriva dal noto brigante Nard’Antuono o Antonio Di Nardo che vi si rifugiò all’inizio del ‘900. In questa grotta sono state rinvenute tracce del passaggio di popolazioni di pastori che vi sostavano durante la loro transumanza lungo il Tusciano e dal Tirreno all’Adriatico. Realizzate dal millenario lavoro delle acque, è possibile inoltrarsi all’interno delle grotte per circa 900 metri.

Pontecagnano Faiano (13 Km da Giffoni) - da vedere:

- Parco eco-archeologico
La città gode della presenza di un parco archeologico di oltre 80 ettari.Un'area di ca. 5 ettari è stata esplorata ed è fruibile da parte dei visitatori grazie ad apposite schede didattiche.Intorno ,l'area verde attrezzata con panchine e tavoli per i pic-nic , è aperta tutto l'anno a chiunque voglia passare una giornata all'aria aperta.All'interno dell'area del parco un interessante esperimento di "orti di città" , con sperimentazione di coltivazioni biologiche affidati alle cure degli anziani, L'area , gestita da Legambiente , è coinvolta per l'intero anno in progetti di scambi culturali con volontari europei su progetti comunitari. Ottima meta per il turismo scolastico, associato al Museo Archeologico e al Museo delle tradizioni contadine.
Tel. 089 383202. In estate dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21, in inverno dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Ingresso libero.

- L’ITINERARIO RURALE
Le frecce poste a più rimandi lungo la strada statale indicano questo itinerario con la scritta “Il feudo di Faiano - Oltre gli etruschi”. Vale la pena effettuare il percorso per assaporare i colori abbaglianti e gli odori sfumati della campagna. Per le visite è opportuno prenotarsi all’ufficio turismo del comune (tel. 089 386389) che provvederà a fornire una guida. Molte delle masserie restano ancora private e abitate. Difficile raggiungere da soli i posti segnalati: non ci sono indicazioni e sono ubicati nel labirinto delle stradine di campagna. In particolare si segnalano:
Le Macine. Complesso meccanico della prima metà dell’800. All’interno c’erano le macchine della ferriera (con due fuochi, due carbonili, due stanzini, due magazzini) che Filippo Moscati aveva impiantato e dotato di attrezzature d’avanguardia. Di fianco il casolare con cinque stanze adibite ad abitazione. Fu smantellato nel 1850 e sostituito da un cotonificio. Intatto l’acquedotto ad arcate, forza idraulica che incanalava l’acqua a caduta.
“Monastero di donne monache” detto anche “Terra delle monache”. Testimonianza dell’antico costume tipico delle ricche famiglie nobiliari che per evitare di spezzettare il patrimonio, usavano imporre alle figlie femmine la vocazione religiosa. A loro spettava solo una dote con la quale venivano liquidate, e come suore consegnate ai conventi.
Fondo Siscaritolo. Suggestivo complesso religioso del ‘700, sito nell’omonima località.

San Cipriano Picentino (10 Km da Giffoni) - da vedere:

- Parrocchiale di San Cipriano
Risale all’anno 1000 ed è stata più volte ricostruita. Sull’altare maggiore una grande icona raffigura la Vergine tra i Santi e gli Angeli. Al centro della chiesa, al di sotto del pavimento, sotto una lastra di vetro, è possibile vedere scavi archeologici di una struttura preesistente.

- Chiesa di Sant’Andrea a Filetta
la sua esistenza è documentata a partire dal 1309. Riedificata nel 1572. In stile romanico-barocco, custodisce al suo interno tre pregevoli statue lignee del Seicento: l’Immacolata, Sant’Andrea e Santa Margherita.

- Chiesa di Sant’Eustachio a Vignale
La sua costruzione è databile tra l’XI° e il XII° secolo, nel 1563 era già parrocchia. Otto colonne, in pianta ottagonale, costituiscono la struttura portante dell’edificio, arricchita
all’interno da interessanti affreschi.

San Mango Piemonte (15 Km da Giffoni) - da vedere:

- LE CHIESE
Testimoni dell’illustre passato di San Mango, le chiese più significative del paese sono tre. La più antica è quella di San Matteo ad Offiano, l’attuale Sordina, che risale alla fine del X secolo.  In questa chiesa sono da ammirare il bellissimo portale e il campanile, più volte ristrutturato. Fu fondata invece nel 1080 la chiesa di Santa Maria ad Curtim. In questo edificio si conservano numerose tele antiche e il reliquiarium di San Magno. Risale al 1138 la chiesa di San Nicola de Pedemonte. Una visita poi è d’obbligo alla cappella di San Magno, realizzata nel 1839, presso l’ex palazzo Spirito, oggi Fortunato: da vedere il quadro che sovrasta l’altare principale che ritrae il santo benedicente e sulla sinistra il volto di Francesco Spirito che lo commissionò. Infine l’Eremo, una chiesa grotta costruita secondo tradizione intorno al 1000 per ricordare la presenza di San Magno, vescovo di Trani, che vi si fermò durante il suo pellegrinaggio a Roma. Secondo la tradizione, il santo apparve poi in sogno ai fedeli indicando il luogo dove erigere la chiesa e proponendosi come protettore. Sull’altare c’è un affresco del 1542 con il santo benedicente che vale la pena di visitare.

 

 

 POMPEI

pompei

A soli 53 km dall'epicentro di Giffoni Experience sorge uno dei più importanti e straordinari Patrimoni dell'Umanità, ovvero gli Scavi Archeologici di Pompei. Sono circa 10 milioni i visitatori che ogni anno si recano in visita sia agli Scavi che al Santuario della Beata Vergine del Rosario, autentico luogo di culto mondiale dedicato alla Madonna.

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NAPOLI

napoli

All’ombra del Vesuvio il turismo ha radici antiche: sulle orme dei coloni greci, aristocratici raffinati e imperatori romani costruirono ville sontuose e oasi di pace lungo tutto il perimetro del Golfo. Non è un caso se la magia peculiare di questa civiltà millenaria continua a generare, all’alba del terzo millennio, sempre nuove occasioni di meraviglia: recupero di memorie monumentali e di tradizioni - folklore, gastronomia, colture genuine - che si temevano irrimediabilmente compromesse, eventi e spattacoli in tutto degni dei grandi circuiti internazionali, nuova linfa per la ricerca artistica e scientifica. Non si contano, a Napoli, i tesori artistici da visitare: il centro storico, patrimonio mondiale tutelato dall’Unesco; i palazzi, le chiese, le catacombe e i percorsi sotterranei, il Museo Archeologico; i luoghi del potere medievale e rinascimentale addensati attorno a Castel Nuovo e Palazzo Reale; il lungomare indimenticabile, da Castel dell’Ovo a Posillipo. L’area collinare del Vomero propone, nelle sedi restaurate e riallestite in maniera esemplare del Palazzo Reale di Capodimonte e della Certosa di San Martino, collezioni museali tra le più importanti del mondo.

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