Testimoni del Tempo: il Museo

Quali saranno e quali potrebbero essere gli obiettivi di un museo del festival a Giffoni?

Un primo obiettivo pratico, generale e condivisibile, è quello di creare un luogo che possa catalizzare ttenzione e produrre, nel tempo, nuove risorse economiche.

Un secondo obiettivo, non meno importante del primo, è quello di tesaurizzare la storia del festival in quanto esempio virtuoso sviluppatosi in un determinato contesto temporale, sociale e culturale: il festival, come un organismo, è nato e si è formato all’interno di un contesto nutrendosi di numerose sollecitazioni e ha costruito la sua identità in un determinato momento storico, in un determinato ambiente culturale, in un determinato spazio fisico.

Per raggiungere tali obiettivi le parole chiave saranno tre:

- storicità
- multimedialità
- interattività

STORICITÀ

Perchè un pubblico - e soprattutto un pubblico di ragazzi, di famiglie, di studenti - dovrebbe essere interessato a visitare un museo di Giffoni?

Perchè farlo dovrà significare compiere un viaggio “storico” che parte negli anni ’70 per arrivare ad oggi - e per proiettarsi nel futuro - che significherà:

scoprire come si costruisce e si trasforma un evento
scoprire come in questi anni la storia del cinema abbiamo visto rivoluzioni e cambiamenti
scoprire come mentre il festival cambiava, cambiavano anche le mode e i modi di fare
scoprire come mentre il festival cresceva, si formava l’Europa e si modificavano i flussi che regolavano la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche per ragazzi.

Attraverso il festival, famiglie e scuole possano trovare a Giffoni molto altro: non il semplice oggetto di scena ma la differenza tra un oggetto vero e un oggetto virtuale presente in un film contemporaneo.

MULTIMEDIALITÀ

Il fondamentale passaggio successivo è relativo agli strumenti impiegati. Per poter coinvolgere a pieno le nuove generazione bisognerà condividerne linguaggi e strumenti e anticiparne anche esigenze e scoperte. Si farà dunque ricorso a proiezioni 3D, a schermi touch, a virtual glasses e ad altre nuove tecnologie per trasformare la visita in un’esperienza sensoriale oltre che di apprendimento.

INTERATTIVITÀ

Tutto andrà mostrato senza mai dimenticare il fare. Scomodando la Montessori, ma anche Dewey, il bambino (ma anche l’adulto in un processo di long life learning) impara facendo. Questo significa non solo che operando e facendo imparo di più e meglio (sul festival ma anche su tutti gli altri argomenti che il museo integra) ma anche che mi sento maggiormente coinvolto e interessato e, dunque, pronto a farmi promotore, presso altri ragazzi e famiglie, di questo spazio culturale. Pertanto ogni sezione prevederà la partecipazione attiva dei ragazzi che, attraverso il gioco, potranno scoprire i meccanismi interni di un festival o del processo produttivo di un’opera cinematografica.

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