Il Senso del Mattino

Il primo film documentario girato nella redazione di un grande quotidiano nazionale. Un racconto che segue l’evoluzione del giornalismo e le trasformazioni di una delle città più incredibili al mondo, Napoli, nel cui cuore risiede il più autorevole quotidiano del Mezzogiorno. Il racconto di un’epoca che si svela nel lavoro ininterrotto e frenetico delle redazioni, nella dedizione dei giornalisti, nella costante ricerca della giusta trasposizione in articoli, titoli e parole di quelle complessità che costituiscono il mosaico della contemporaneità, nella vita quotidiana dei lettori.
 
Il Senso del Mattino: Alessandro Barbano
alessandro barbano

Alessandro Barbano

Direttore de Il Mattino
 

«Il senso del Mattino» è un tributo a un'identità più grande di noi. Che sentiamo come una risorsa, ma anche come un dovere. Che ci fa insieme orgogliosi e umili. Che mobilita la voglia di agire e il bisogno di riflettere. Che ci fa inseguire le intuizioni e, talvolta, esitare sulla soglia di queste. Perché la verità senza misura non è più verità. Il senso del Mattino è la lezione di Matilde Serao nel suo «Ventre di Napoli», il coraggio di raccontare questa grande città senza omissioni e senza sconti, ma con amore e rispetto per il suo popolo. È la ragione segreta di una passione che fa della cronaca un'avventura inconsueta.

Il Senso del Mattino: Titta Fiore
TITTA FIORE

Titta Fiore

Capo Redattore Spettacoli de Il Mattino
 

C'è qualcosa di speciale nel legame che unisce un giornale alla sua città. Fiducia, consuetudine, dialettica, autorevolezza, la difficile alchimia tra novità e tradizione, tutto si tiene nella pratica quotidiana della scelta. Il gesto di andare all’edicola, lo sfoglio della copia digitale sul tablet o sullo smartphone, e il rapporto tra chi racconta e chi si vede raccontato si rinnova. È il senso del nostro lavoro.

Il Senso del Mattino: Luca Apolito
luca apolito

Luca Apolito

Regista de Il Senso del Mattino
 

Girare un film sul «Mattino»...
Quando Claudio Gubitosi, il direttore del Festival di Giffoni, me ne parlò per la prima volta, oltre un anno fa, rimasi sospeso tra entusiasmo e panico. Ho girato una quantità di corti, spot, fiction, ma la sfida era tanto temibile, quanto preziosa l'opportunità. Incontrai il direttore Alessandro Barbano, che con passione vulcanica mi fornì informazioni, idee, citazioni, riferimenti cinematografici; poi il capo di Cultura e Spettacoli, Titta Fiore, che mi indicò quel che sarebbe stato importante raccontare. A giugno 2014 entrai finalmente nella redazione di via Chiatamone. In punta di piedi perché, al principio, il mio compito era osservare.

 
 
 
 

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